di Tonino Atella

Negli anni ’60 fu in auge il teatro scolastico del liceo classico “Giordano” con l’indimenticabile commedia brillante “Ci penso io”, ma anche tale iniziativa non ebbe seguito.

Il teatro in un piccolo centro di periferia del semi spopolato meridione della Penisola qual’era Venafro nella prima metà del ’900? Niente di trascendentale stando alle testimonianze dei protagonisti del tempo, ma comunque esistente e pur sempre una positiva realtà socio/culturale che tanto coinvolgeva i giovani di allora. S’impegnavano, provavano e alla fine davano lo spettacolo, recitando nell’immobile che si affaccia su piazza Merola (rione San Francesco) posto di lato sulla destra dell’allora Caserma dei CC, immobile oggi cadente ed impresentabile di proprietà del Comune di Venafro che si appresterebbe a restaurarlo per farne non si sa bene ancora cosa. In tale edificio di piazza Merola si faceva teatro a Venafro nel primo ’900 e gli anziani ancora ne ricordano, raccontando. Ad esibirsi i giovani universitari venafrani del periodo, i quali si cimentavano con quanto appreso e sentito dalle aule universitarie di Napoli e Roma, le uniche Università Statali all’epoca esistenti nel centro/sud d’Italia. I libri in circolazione e tra questi gli stessi  testi teatrali erano pochi, esattamente come il denaro, per cui ci si arrangiava con … “quanto passava il convento”, ossia col minimo.

Erano comunque belle e positive iniziative che tanto coinvolgevano e divertivano soprattutto “gli attori” e “le attrici” made in Venafro. Poi però ogni cosa svanì e di teatro a Venafro non si parlò per decenni, fino a quando non ci si trasferì poco distante nel vicino locale di Santa Lucia, successivamente diventato Cinema “Vittoria”, dove appunto recitarono e tennero spettacoli teatrali tanti giovanissimi ambosessi della città. Altri anni trascorsero senza teatro a Venafro, eccezion fatta per le poche rappresentazioni al chiuso dell’Opera di San Nicandro, il dramma sacro sulla vita dei Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria, finché non arrivarono -alla metà degli anni ’60- i teatri scolastici degli alunni del liceo classico “Giordano” che per le annualità conclusive del loro  corso di studi presero a proporre gl’indimenticabili ”mak p 100” -le feste a cento giorni dalla chiusura dell’anno scolastico- ricchi di appuntamenti canori e danzanti, iniziative varie e soprattutto di teatro, recitando questa volta al “San Domenico” -il nuovo cine/teatro cittadino di proprietà privata al rione Ciaraffella- dinanzi ad autorità amministrative, presidi, professori, preti, familiari e soprattutto compagni di scuola e di classe. “San Domenico” cioè gremito per la recita conclusiva e con un “parterre” che chiedeva il massimo, pena giudizi nient’affatto teneri ! Ergo l’impegno di “attrici ed attori” era tanto, ma alla fine gli applausi erano ogni volta scroscianti, a premiare sacrifici e passioni, facendo dimenticare le paure iniziali ! Tra siffatti lavori teatrali – tutti “made in Venafro” dal testo alle prove a “Santa Lucia”, dalla scelta degli interpreti all’allestimento delle scene – da ricordare senz’altro “Ci penso io”, commedia brillante interpretata alla grande dagli studenti ambosessi del “Giordano” coi rallegramenti finali di preside, professori e compagni di scuola.

Un lavoro che vide anche la partecipazione di uno studente venafrano della Ragioneria di Cassino, Nicandro, “ingaggiato” per la sua passione recitativa ed applaudito alla pari degli allievi del “Giordano” di Venafro come Assuntina, Franco, Pasquale, Tonino ed altri ancora. Applausi andarono anche all’indimenticabile suggeritore Vincenzino (suggeriva stando in un contenitore di cartone per abiti ai piedi del palco!) e la festa finale fu tale per tutti ! Pagine di bella e positiva storia giovanile venafrana, che è sempre un piacere ricordare per la loro splendida valenza sociale.

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