di T.A.

QUINDI TANT’ALTRI PROBLEMI, COMPRESO IL “TORMENTONE” DELLE NUMEROSE BUCHE SU STRADE E PIAZZE DELLA CITTA’  

L’anno nuovo a Venafro ? Inizia, per fortuna, col salvataggio in extremis dell’autonomia dell’Istituto scolastico Mons. Testa che era in odore di accorpamento. Salvataggio operato dal Consiglio Regionale del Molise, alla luce delle obiettive necessità dell’istruzione pubblica cittadina. Ancora prima, ma con iniziativa maturata a fine 2023, la delibera comunale di restituire agli utenti  95mila euro di consumi idrici impropriamente incassati, data la loro prescrizione. E sempre in coda all’anno vecchio la bruttissima notizia del possibile dissesto finanziario dell’ente locale, evento al momento non ufficiale e che si spera rientri, onde evitare conseguenze finanziarie ai contribuenti locali. E per l’anno nuovo, quali le premesse e le prospettive ? Tante e di natura diversa. La priorità, unanimemente riconosciuta, spetta senz’ombra di dubbio al rilancio della sanità ospedaliera pubblica nel mandamento venafrano -territorio compreso tra gli estremi comunali di Sesto Campano ad ovest e Montenero Val Cocchiara ad est- con la riapertura di unità e servizi al SS Rosario di Venafro, struttura ospedaliera impoverita e mortificata da contrazioni, soppressioni e trasferimenti, con la conseguenza di lasciare l’intero Molise dell’ovest privo della sanità dell’emergenza, cioè di quanto necessita per salvare vite umane in caso di necessità impellenti. Quindi sempre al SS Rosario riaprire il punto/nascita, affinché finalmente tornino i meravigliosi vagiti dei neonati nelle corsie dell’ospedale venafrano, oggi utilizzato nemmeno al 20% delle sue moderne (risale alla metà degli anni ’80 la sua realizzazione) potenzialità strutturali. A seguire, tra le priorità, ricreare finalmente nuove premesse lavorative. Da tempo i giovani venafrani e dei dintorni hanno ripreso a fare la valigia, trasferendosi un pò ovunque in Europa e non pochi negli Usa, data la miseria occupazionale nel Molise occidentale. Si pensi : c’è chi tra i giovani ha lasciato la regione per andare a lavorare in Islanda (!), altri in Lussemburgo, altri ancora se ne sono andati nel nuovo continente ed il “povero” Molise resta conseguentemente  orfano delle sue prospettive future ! Ma torniamo, per concludere, alle modeste “cose di casa nostra”, ossia le tante buche su strade e piazze venafrane. Poca cosa -si dirà- a confronto coi temi innanzi enunciati ! Certo, ma pur sempre “un tormentone” per anziani, donne, auto, moto, bici e furgoni. A Venafro ce ne sono decisamente tante ed ogni giorno, non ripristinando, aumentano di numero, facendo lievitare disagi e pericoli. La loro ubicazione, in un elenco sommario : in via Licinio a due passi dalla Quattro Cannelle, in via Falca, in via Cristoforo Colombo, alla salita che dall’Oratorio Mons. Galardi della Parrocchia di S. Simeone porta in Piazza Castello, alle Manganelle ed altrove ancora. Nella maggior parte dei casi, “saltati” i sanpietrini, non sono stati riposizionati con la conseguenza di far accrescere in profondità ed ampiezza buche, fossi e disagi. I problemi maggiori sono per anziani e mamme con le carrozzine, ma pericoli sostanziali investono anche ciclisti e motociclisti se loro malgrado centrano qualcuna di tali micidiali fossi e buche.  Ergo, urgente monitorare il tutto, risanando finalmente ed aggiustando come si conviene strade e piazze venafrane perché si possa camminare e procedere con maggiore sicurezza e tranquillità. 

 

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