Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato alla Camera dei Deputati per la sua informativa sul nuovo Dpcm sul contrasto all’aumento dei contagi per la seconda ondata della pandemia di Covid.

L’Italia è oggi in una situazione ben diversa rispetto a quella del mese di marzo, anche se anche questa situazione si sta rivelando molto critica. I contraccolpi della crisi sono ancora forti e non è possibile, in questa fase, dismettere la rete di protezione disposta sin dall’inizio della crisi in favore dei lavoratori e delle imprese.

È per questa ragione che rifinanziamo con 5 miliardi un nuovo e ulteriore ciclo della cassa integrazione, prevedendo la gratuità della cassa integrazione per le imprese che hanno registrato perdite oltre una soglia predeterminata” – ha detto Conte -.

Bene il rifinanziamo della cassa integrazione, ma evitiamo nuovi tempi biblici nei pagamenti. Quello che è accaduto da marzo a oggi è una vergogna indicibile, così come lo scarica barile tra Governo e Regioni sulle responsabilità.

Al percettore della Cig non interessano queste beghe da cortile. Al 22 ottobre 2020, ci sono ancora centinaia di migliaia di persone che attendono ancora i pagamenti di maggio.

Parliamo di famiglie con l’acqua alla gola e oberate dai debiti. Se molte aziende non avessero anticipato la Cassa, le conseguenze potevano essere ben peggiori delle attuali. Non trasformiamo un provvedimento utile in un nuovo dramma per i lavoratori costretti a fermarsi.