di Christian Ciarlante

I segnali sono incoraggianti ma, visti i trascorsi, è meglio andarci con i piedi di piombo. Abbandonato definitivamente l’infausto progetto della Termoli-San Vittore, nota anche come autostrada del Molise, un tracciato che sarebbe dovuto passare per Venafro, Isernia, Bojano e Termoli con una diramazione da Bojano per Campobasso, oggi si discute di un altro arduo progetto che riguarda, questa volta, una superstrada a scorrimento veloce a 4 corsie.

La superstrada in questione dovrebbe collegare Adriatico e Tirreno: costo circa 1 miliardo di euro. A parte l’ex governatore Iorio e qualche altro nostalgico dell’autostrada, tutti sembrano essere d’accordo su qualcosa che, se tutto procederà senza intoppi, vedranno i nipoti dei nostri nipoti, siamo ottimisti. Tanto per essere chiari, il progetto ancora non esiste, si ragiona solo sulla base di ipotesi. Per le forze politiche molisane si tratta di un’opera strategica per far uscire il Molise dall’isolamento.

Ma se non si convince il Governo che la superstrada è indispensabile, è del tutto inutile illudersi. Non sarà semplice strappare un sì all’esecutivo giallo-verde, tant’è vero che, dopo 7 mesi, il Ministero non ha ancora inserito l’avvio della progettazione nell’atto di programmazione. L’unica speranza potrebbe arrivare dal decreto Sblocca Cantieri. Sembra che anche i ‘pentastellati’ siano favorevoli alla realizzazione di questa importante opera strategica che avrebbe un grande impatto economico per tutta la regione.

Il progetto sulla carta è realizzabile e potrebbe essere indispensabile per la sopravvivenza economica, demografica e istituzionale del Molise. Sarebbe una grande opportunità per le nostre imprese, per le aree interne e per i Comuni a rischio spopolamento. Certo, se fossimo in un Paese normale e lungimirante che sa cogliere le opportunità, forse, e dico forse, ci sarebbe qualche remota possibilità di guardare al futuro con ottimismo. Ma visto che viviamo in Italia ed il Molise ha la stessa credibilità e i poteri del divino Otelma, le possibilità che la superstrada veda la luce sono ridotte al lumicino.

In questa regione non riusciamo a portare a termine le cose più elementari e ora vogliamo cimentarci in un progetto ambizioso che rappresenterebbe una svolta epocale? Sognare un Molise moderno, all’avanguardia, con una rete viaria degna di questo nome per uscire dall’isolamento, è possibile ma, ora come ora, non ci sono le condizioni affinché questo accada. Non c’è una classe politica capace di fare squadra, a prescindere dagli schieramenti, per guardare al futuro parlando con una voce sola; difatti, accade troppo spesso che i contrasti e le divisioni prendano il sopravvento vanificando quanto di buono si è riuscito costruire con fatica.

Nicchiare, aspettare, scegliere di non scegliere, non significa stare fermi, ma arretrare. Un giorno, si spera non troppo lontano, questa regione, se non scomparirà prima, saprà rialzarsi e rilanciarsi per il bene dei molisani. Ma fino ad allora saranno le chiacchiere a tenere banco e con le sole parole non si creano prospettive certe per il nostro futuro.

Auguriamoci che le nuove generazioni avranno la fortuna di poter percorrere una superstrada a scorrimento veloce a 4 corsie. Per ora non ci resta che esclamare: In bocca al lupo!