Intervista al Maestro Paolo Bartolucci – Tenore –

di Alberto Chiacchieri

La Città di Isernia rompe il silenzio di mesi pandemici con il primo grande evento musicale, “Il Mio Canto Libero” riaprendo l’Auditorium Unità d’Italia, il 19 giugno. Percorso musicale nel quale la musica verrà esaltata da talentuosi voci e musicisti di alta caratura. Ospite d’eccezione Silvia Mezzanotte, ex voce dei Matia Bazar, che personalmente ho avuto il piacere di vedere ed ascoltare in uno dei suoi ultimi concerti estivi sul mare prima della chiusura Covid-19 e della quale ho una notevole stima per le grandi doti vocali e per l’enorme umanità che la contraddistinguono.

A presentare la manifestazione sarà un altro grosso personaggio mediatico di origine isernina, Mariolina Simone, in arte LaMario Simone, nota conduttrice ed autrice di programmi radiofonici e televisivi. La direzione artistica della manifestazione è affidata al pianista Simone Sala e al tenore Paolo Bartolucci, proprio con quest’ultimo abbiamo il piacere, attraverso questa intervista, di capire l’importanza e la validità del Progetto che porta il titolo di una delle più belle di Lucio Battisti, appunto “il mio canto libero”.

Maestro, Isernia riprende a vivere dopo le lungaggini pandemiche, e lo fa attraverso la musica che oltre ad essere elemento artistico dalla potenza immensa rappresenta una vera e propria cura per le anime sensibili ed a lungo represse a causa del Covid-19. Ci può parlare del progetto?

”Il mio canto libero”, nasce da un’idea del pianista Simone Sala, una delle eccellenze musicali del Molise, e con il quale abbiamo instaurato una collaborazione prolifica di grandi serate , ormai da 5 anni. Ci siamo sentiti durante il lockdown e mi ha esposto la sua idea alla quale ho aderito con entusiasmo. Partendo dall’idea che gli Italiani, per stemperare i brutti momenti hanno iniziato a suonare e cantare dalle proprie finestre, si è deciso di onorare la Canzone Italiana, proponendone un excursus storico che parte dalle sue origini fino ai giorni nostri. Simone ed io con la collaborazione di Oreste Sbarra, ci siamo affidati a due grandi personalità come Silvia Mezzanotte, artista che non ha bisogno di presentazioni, voce dei Matia Bazar che con la sua eccezionale vocalità e il suo immenso bagaglio artistico (basta menzionare i numerosi Festival di Sanremo a cui ha partecipato, vincendo quello del 2002), e Mariolina LA MARIO Simone, isernina, conduttrice di successo su Tv8, Raiuno e speaker di Radio Capital, Radio Dee-jay. Sul palco insieme a loro , artisti molisani di successo come Antonella Inno soprano, Maura Sala voce, Fabrizio Celentano chitarra, Mino Berlano basso, Gerry Figliola sassofono, Oreste Sbarra batteria, Gianluca Grasso tastiere, oltre a Simone Sala e il sottoscritto.

Oltre ad aver voluto omaggiare il grande Battisti, avete voluto celebrare, diverse tipologie di musica, da quella lirica a quella leggera. Verrà reso omaggio al grande Pino Mango, scomparso a Policoro nel 2014 mentre si esibiva in una delle sue più quotate canzoni: “ORO”. Diversi generi musicali possono confluire in un’unica manifestazione senza far apparire la stessa un pot-pourri? Come ci siete riusciti?

Come ho anticipato prima si tratta della “Storia della Canzone, tutta in una sera” che prende origine dalla Canzone Classica Italiana e Napoletana i cui primi interpreti erano voci liriche come ad esempio Enrico Caruso, e ciò ci permette di restare nell’ambito della Canzone senza sconfinamenti in altri generi. Il programma prevede alcuni tra i brani che hanno fatto la storia della musica italiana , dalla fine dell’800 inizi del ‘900 ad oggi, tutti legati dal filo rosso della melodia italiana di grande qualità compositiva.

Caro Maestro, come sentire nella Tosca, il “vissi d’arte” è nella sua pelle, quali sono i suoi progetti futuri e potremmo sperare in una terza edizione dell’Opera al Laghetto a Venafro, che negli anni passati le ha dato tantissimo affetto di pubblico?

La musica e lo spettacolo dal vivo stanno ripartendo dopo una crisi pandemica e di conseguenza socio economica senza precedenti . Personalmente iniziano ad esserci i primi nuovi impegni in giro per l’Italia a livello operistico e concertistico che mi terranno impegnato per quasi tutta l’estate , insieme alla riprogrammazione degli impegni rimasti in sospeso per il Covid. Credo che Opera al Laghetto, creazione del carissimo Maestro Claudio Luongo, sia una realtà che gli operatori culturali in Molise non possono permettersi di ignorare e che anzi dovrebbero impegnarsi a rendere un fiore all’occhiello non solo per Venafro, ma per tutta la Regione. Credo quindi che, se ci sarà volontà di portarlo avanti, sarà un progetto destinato a nuove edizioni.