di Sergio Di Vincenzo

Nell’anno in cui ricorre il 75esimo anniversario della rinascita dell’Esercito italiano su Monte Marrone, al museo Internazionale delle Guerre Mondiali di Rocchetta a Volturno è stato organizzato un convegno per parlare di quegli eventi, di quel seme che fu gettato su queste montagne e che poi ha contribuito a far rinascere il nostro Paese. All’incontro ha partecipato anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta.

Durante il suo intervento si è soffermata sull’importante ruolo dell’Esercito anche al giorno d’oggi, attualmente impegnato in ben 34 missioni internazionali: “I nostri militari – ha sottolineato il ministro – sono impegnati in 34 missioni internazionali in 24 paesi, ce ne sono un po’ anche in Libia, non solo per la nostra sicurezza, ma per tutti quei popoli nelle più disparate parti del mondo, che ancora oggi lottano contro la violenza, le discriminazioni e le sopraffazioni. É questa la nostra sfida, per dimostraci degni di ciò che i combattenti della resistenza e della guerra di liberazione ci hanno insegnato”.

Prendendo spunto da quanto accadde su Monte Marrone, il ministro ha sottolineato al necessità di non dimenticare l’esperienza dolorosa della guerra, invitando soprattutto i giovani a portare avanti i valori che ci sono stati tramandati attraverso quel sacrificio: “Dobbiamo contribuire a costruire un mondo migliore, solidale, inclusivo e giusto, perché le guerre non nascono come conflitti militari, bensì come conflitti sociali, come povertà, come ingiustizia. A questo dobbiamo educare le nuove generazioni”.

A margine dell’incontro il ministro ha parlato anche del suo legame con il Molise. La sua famiglia acquisita è infatti originaria della provincia di Campobasso. “È una piccola Svizzera – ha detto – ma anche noi politici dobbiamo fare di più per dare un futuro a questa terra”. E che si debba fare di più per il Molise ne è convinto anche il direttore scientifico del museo di Rocchetta, Giuseppe Pardini. Il primo passo da fare – ha detto – è farlo conoscere. “Noi possiamo farlo conoscere attraverso la cultura. Ma tocca alla politica favorire il turismo, cominciando a realizzare infrastrutture degne di questo nome”.