Riceviamo e pubblichiamo la replica del gruppo Facebook “Mamme Che Svendono Regalano E Fanno” che intendono far chiarezza su un articolo pubblicato dal nostro giornale nella giornata di ieri, giovedì 21 maggio. Concediamo, come giusto che sia, spazio ad un amministratore del Gruppo, al fine di sgombrare il campo da qualsiasi equivoco sulla loro responsabilità.

“La consigliera Calenda è incappata in una involontaria gaffe su un gruppo molisano molto seguito e di sole mamme che si scambiano opinioni, fanno progetti di beneficenza, regalano e “svendono”. La Consigliera ha appunto messo in vendita una vecchia libreria, postando una foto dell’articolo sulla quale erano presenti scritte riconducibili al campanilismo da stadio, come spesso in uso tra gli adolescenti. Sicuramente si è trattato di un gesto fatto in buona fede e per disattenzione. Una mamma iscritta ha però segnalato a questo giornale l’accaduto ed è stato in merito addirittura pubblicato un articolo. Quest’ultimo, peraltro, citava il “Gruppo di mamme che svendono, regalano e fanno”, sottintendendo implicitamente una corresponsabilità dei gestori per aver pubblicato l’annuncio. Come mamma e come partecipante al gruppo, sul quale ho conosciuto persone straordinarie e che costituisce un faro per tante di noi in qualunque circostanza, che sia l’orario di un pediatra o l’aiutare persone in difficoltà vera (laddove le persone in difficoltà possiamo essere anche noi) mi sono sentita in dovere di scrivere due parole, a tutela non solo di chi gestisce il gruppo ma anche del gruppo stesso, come luogo virtuale e fisico, per le sue grandi, piccole ma tutte importanti finalità. Ritengo inoltre che la mamma che ha pensato di segnalare questa vicenda a un giornale, invece di scrivere a un amministratore, abbia fatto un pessimo servizio a questa nostra bella comunità di donne che collaborano, che si aiutano, nel complicato e difficile e meraviglioso ruolo di essere una Madre. Mentre la consigliera scriveva il post, Maria Libera Caroselli, la fondatrice del gruppo, faceva partire una nuova raccolta fondi per la ricerca sulla Lafora, una malattia terribile che si manifesta in adolescenza e conduce alla progressiva perdita delle capacità psicofisiche. Questo è necessario, è nobile, è degno di nota. Le beghe inutili, no”.

Greta Rodan