di T.A.

Questo giornale si è appena occupato del 19.mo anniversario della scomparsa di San Giovanni Paolo II, l’apprezzatissimo Papa di Santa Romana Chiesa. Scomparsa alla quale anche il Molise intese offrire la propria significativa presenza con tantissimi molisani recatisi nella Capitale per raccogliersi in preghiera dinanzi alle sue spoglie esposte nella Basilica di San Pietro per la preghiera e la venerazione unanimi. Su tale anniversario e su quanto all’epoca avvenne ecco il contributo pervenuto un redazione da parte di quanti all’epoca dal Molise raggiunsero la Basilica di San Pietro al fine di ringraziare Papa Wojtyla per quanto aveva dato e seminato. “Partimmo prima dell’alba in treno dal Molise -testimonia una coppia all’epoca di media età- e trovammo un treno stipato di viaggiatori, tra cui tanti scout, e tutti diretti a Roma da Papa Giovanni Paolo II. Una volta nella Capitale prendemmo la metro e scendemmo alla fermata San Pietro. Giunti all’esterno, e con tantissima gente dalla identica destinazione cioè raggiungere i resti del Sommo Pontefice, ci fecero entrare nel lunghissimo corteo di fedeli di ogni angolo della Terra che gremiva le strade della Capitale e diretto a San Pietro, dove restammo tantissime ore procedendo a passo assai lento, ma in maniera assolutamente ordinata e composta, data la folla che lo costituiva. C’erano bandiere e gente di ogni età. Tanti pregavano, tant’altri erano silenziosi e molti giovani cantavano per omaggiare il Papa defunto, sventolando bandiere in prevalenza polacche, nazione di nascita del Pontefice. Un corteo di chilometri e di ore, con gente comune e personaggi di fama a stretto contatto di gomito e con bagni chimici ai lati delle strade per eventuali necessità personali. Roma era praticamente paralizzata, ma non ci fu alcuna protesta, nessuna contrarietà da parte di alcuno data la comune finalità. E gli stessi residenti romani accettarono di buon grado quanto avveniva. Dopo circa dieci ore in piedi e in fila, riuscimmo a entrare nella Basilica di San Pietro. Il Papa era esposto in fondo, vestito con gli abiti papali e sistemato su catafalco leggermente pendente sul davanti in modo che si potesse ammirarlo e pregare. Non ci si poteva assolutamente fermare, si doveva procedere per far entrare tutti gli altri in coda e ci fu dato giusto il tempo per un segno di croce, dopodiché fummo invitati ad uscire dalla Basilica perché altri entrassero. In pratica pochi secondi per omaggiare il Santo Padre, ma fu tantissimo, addirittura un privilegio assai prezioso”. Come proseguì la giornata ? “Una volta fuori dalla Basilica -aggiungono i molisani protagonista dell’evento- tutti e di tante nazionalità allungati a terra sotto i portici di San Pietro per un attimo di riposo ! Stanchi, distrutti, ma soddisfattissimi ! Quindi, una volta recuperate un pò di energie, raggiungemmo la stazione Termini da dove partimmo ad ora tardi per rientrare in Molise in piena notte, stanchi ma contenti di quanto fatto ! E sul treno i giovani cantavano come segno di ringraziamento e gratitudine, ovviamente col pensiero rivolto a Giovanni Paolo II”. Una pagina significativa del contributo all’epoca anche dal Molise per omaggiare il Grande Papa Polacco, che Papa Francesco avrebbe poi Santificato appena nove anni dopo alla luce del suo spessore umano e della sua acclarata Santità.

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