In occasione del suo trasferimento, il Questore Alberto Francini ha voluto esprimere parole di saluto e di ringraziamento ai suoi collaboratori, alle Autorità e alla cittadinanza della provincia di Campobasso.

“Nel lasciare Campobasso dopo soli pochi mesi, vorrei innanzitutto ringraziare tutti i miei collaboratori, nessuno escluso, dal mio Vicario Gianpaolo Patruno all’ultimo agente, per l’altissimo livello professionale che hanno saputo esprimere negli svariati settori di competenza della Questura e del Commissariato di Termoli. Ringraziamento esteso a tutte le Specialità della Polizia di Stato, alla Scuola Allievi Agenti, al personale dell’Amministrazione Civile dell’ Interno, al nostro personale sanitario, al cappellano, all’ Associazione Nazionale Polizia di Stato di Campobasso e di Termoli.

Un ringraziamento particolare a tutte le sigle sindacali che bilanciano la loro sacrosanta azione a tutela dei diritti dei lavoratori di polizia con un altissimo senso istituzionale di appartenenza alla Polizia di Stato. Un particolare ringraziamento alla Sig.ra Prefetto Maria Guia Federico per tutto quello che ha fatto e fa non solo in quanto massimo responsabile politico amministrativo della sicurezza in provincia, ma anche per la sua azione di vicinanza a supporto di tante problematiche della Questura e delle altre Forze dell’Ordine.

Un ringraziamento per la leale collaborazione e un abbraccio affettuoso ai Comandanti Provinciali dell’ Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e a tutti i militari da loro dipendenti. Saluto cordialmente il Presidente della Regione Molise e il Presidente della Provincia. Un saluto deferente ai Vescovi delle tre Diocesi della provincia. Un saluto sincero alla magistratura di Campobasso, cominciando dai suoi vertici inquirenti e giudicanti, che mai hanno fatto mancare la loro guida e la loro vicinanza al personale di polizia giudiziaria.

Prego il Sindaco di Campobasso e i Sindaci della provincia di rivolgere alle rispettive cittadinanze il mio saluto più affettuoso. Un saluto cordiale anche a tutti gli amici della stampa molisana. La mia permanenza qui è stata breve, ma intensa e ho imparato a conoscere meglio la cultura, l’educazione, il senso civico e la saggezza antica dei molisani. Il loro amabile ricordo mi accompagnerà per sempre. Ho cercato di dare il mio contributo alla gestione delle problematiche di cui viene investita la questura e che spesso sono lo specchio delle problematiche di un territorio, tenendo ben presente quanto anche questa terra, ancora sostanzialmente sana e non compromessa, meriti il massimo impegno di tutti.

Occorre che tutti facciano ancora di più e ancora meglio, specie in alcuni aspetti dell’attività repressiva e preventiva, in particolare nella lotta allo spaccio di droga e all’infiltrazione delle organizzazioni criminali nelle attività economiche lecite. Sono certo che il mio successore sarà in grado di fare di più e meglio di me. Invito i cittadini a continuare ad interessarsi della cosa pubblica anche nei suoi aspetti legati alla sicurezza del territorio e alla sua vivibilità, nel rispetto della legge, attraverso una partecipazione diretta a proattiva, in stretta sinergia con le istituzioni preposte, secondo quei parametri e quelle iniziative che ho avuto modo di spiegare e di sollecitare.

Mi riferisco soprattutto, ma non solo, ai gruppi di vicinato e alla rete che essi stessi, in primo luogo, devono contribuire a costituire. Sono certo che questa regione, con il concorso di tutti, saprà coniugare l’indispensabile e improcrastinabile sviluppo economico del territorio con la tutela di esso contro il malaffare, l’illegalità e il crimine organizzato. Viva la Polizia, viva il Molise, Viva l’Italia.