di Redazione

Lettera denuncia del Comitato SS: Rosario di Venafro, “sulla battaglia civile, portata avanti da anni, a favore della salute che è un valore inalienabile che un territorio deve garantire a servizio dei suoi cittadini, al contrario di logiche distorte e malintesi dei nostri amministratori regionali e nazionali di qualunque parte e colore, i quali fanno solo scelte economiche e politiche.” Questo il contenuto della missiva inviata al Presidente ROBERTI, al Presidente PALLANTE, al Commissario e sub Commissario della Sanità regionale BONAMICO e DI GIACOMO, al Direttore Generale della Salute DI SANTO.

“Sono passati Presidenti della Regione, Commissari alla Sanità, Direttori Generali A.S.Re.M. (Frattura, Toma, Giustini, Florenzano), attualmente sono in carica il Presidente della Regione Roberti, Il Direttore Generale Di Santo ed il Commissario Bonamico, ma per l’ennesima volta Il Comitato Ss. Rosario è costretto a prendere atto di essere stato preso in giro da tutti con promesse mai mantenute. Il fatto è che non solo hanno preso in giro noi del Comitato, ma anche tutti i cittadini di questo territorio. Sono stati presi in giro anche i sindaci di questo territorio a cominciare dal sindaco di Venafro Ricci Alfredo che invitiamo a prendere una precisa posizione sul problema. Il Comitato sta sostenendo una battaglia civile a favore della salute che è un valore inalienabile che un territorio deve garantire a servizio dei suoi cittadini al contrario di logiche distorte e malintesi dei nostri amministratori regionali e nazionali di qualunque parte e colore che fanno solo scelte economiche e politiche. La riconversione dell’ospedale di Venafro, dopo la chiusura dei reparti per acuti (Medicina, Chirurgia, Ortopedia, Rianimazione, unitamente al Pronto Soccorso), non è stata mai realizzata (vedi DCA n. 27/2016). Le promesse fatte da tutti di un potenziamento della Casa della Salute-Ospedale di Comunità SS. Rosario, non sono state mantenute dai vari Amministratori che si sono avvicendati nella gestione della Sanità Molisana. Intanto la struttura sta morendo e finirà per chiudere anche le attività attualmente presenti che poi sono le attività dell’ex Distretto di Venafro. Anche chi gestisce questa struttura non fa nulla per risolvere i problemi (soprattutto di mancanza del personale) e per far funzionare i servizi, ma addirittura manifesta la volontà di voler chiudere alcune attività fondamentali per il territorio (vedi assistenza domiciliare, scelta e revoca del medico, alcuni ambulatori) “Tanto, dice, si possono svolgere a Isernia”. E allora ci viene il dubbio che ci sia la volontà di chiudere questa struttura e trasferire tutto a Isernia. Forse stiamo pensando sbagliato ma come dice un vecchio adagio “a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina”. Se non è come pensiamo noi invitiamo chi attualmente ha potere sulla Sanità a smentirci e, per esempio, a venire presso questa Struttura che è l’unica ancora non visitata sia dal Presidente Roberti, sia dal D.G. Di Santo, sia dal Commissario Bonamico. Non siamo più disposti ad aspettare ancora ed è per questo che denunciamo pubblicamente questa situazione e invitiamo tutto i cittadini di questo territorio a prendere coscienza della situazione prima che sia troppo tardi. Tutti hanno preso i voti di questo territorio, vecchi e nuovi amministratori, ma nessuno prende posizione per difendere la salute dei cittadini di tutto il territorio. Finora abbiamo provato per le vie diplomatiche a portare avanti le nostre richieste ma visto che nessuno le ha prese in considerazione, prenderemo iniziative più dure. Ormai siamo arrivati al colmo, non possiamo e non dobbiamo dimenticare chi sta portando l’Ospedale di Venafro verso la chiusura. E’ il caso di ricordare che la nostra struttura è completamente antisismica al contrario di altre della regione. Il comitato da tempo sta proponendo una sanità per il nostro territorio dove ci sia ciò che è indispensabile per essere curati in modo sicuro e senza rischiare la vita. Sono stati chiusi due ospedali per acuti (Venafro e Larino) per razionalizzare la spesa sanitaria ma i debiti della sanità non sono diminuiti, anzi sono aumentati ed i servizi sono sempre più carenti. Il Comitato non è stato mai d’accordo sulla chiusura dei reparti per acuti ma le promesse erano che sarebbero stati potenziati i servizi territoriali cosa che non è mai avvenuto. Ed è per questo che il Comitato ritiene per prima cosa necessario ed urgente attivare un PUNTO DI PRIMO INTERVENTO TERRITORIALE (PPIT). Proprio per garantire una prima risposta sanitaria all’emergenza-urgenza nel nostro territorio e realizzare una continuità terapeutica tra il territorio e l’ospedale di riferimento, è fondamentale ripristinare il PPIT. Il PPIT dovrà essere dotato di medico ed infermiere unitamente alla postazione del 118, in modo tale da diventare un punto di riferimento di tutto il territorio circostante per gli interventi di emergenza-urgenza e garantire in particolare la stabilizzazione del paziente in fase critica per il successivo trasporto presso il Pronto Soccorso di Isernia, oltre a garantire piccole prestazioni dei codici gialli e verdi. Inoltre il PPIT dovrà essere dotato di idonea strumentazione e presidi medico-farmacologici insieme ad apparecchiature di tipo ambulatoriale, in particolare di un POINT OF CARE per gli esami urgenti. In sostanza il PPIT diventa una struttura sanitaria territoriale presso cui è possibile effettuare un primo intervento medico in caso di problemi minori, stabilizzare il paziente in fase critica ed, eventualmente, disporre il trasporto presso l’ospedale di riferimento.

Chiediamo inoltre l’approvazione completa del D.C.A. n. 27 del 2016 con:

  1. attivazione di n. 40 posti di RSA;
  2. attivazione di n. 10 posti per la cura dell’Alzheimer;
  3. attivazione dell’attività ambulatoriale anche a carattere chirurgico complesso.
  • Attivazione di nuovi ambulatori: Medicina interna, Chirurgia, Ortopedia, Senologia, Pneumologia, Oncologia, Pediatria, Angiologia, Urologia, Medicina Sportiva.
  • Potenziamento dell’Ambulatorio di Radiologia anche con il ripristino del funzionamento della T.A.C. e della mammografia, con radiologo fisso con la teleradiologia;
  • Potenziamento dell’ambulatorio di diabetologia.
  • Riattivazione di n. 10 posti di Lungodegenza.
  • Riattivazione di n. 20 posti di Riabilitazione intensiva cod. 56 ed estensiva.
  • Attivazione di n. 5 posti di HOSPICE non presente nella provincia di Isernia (è attivo solo Larino).

Tutti devono sapere che noi del Comitato lotteremo fino alla morte per il mantenimento e per il completo funzionamento di questa struttura. Ci appelliamo a quanti vorranno sposare la nostra causa che è quella di tutti i cittadini di questo territorio. In modo particolare ci rivolgiamo ai sindaci di Venafro, Sesto Campano, Pozzilli Montaquila, Conca Casale, Monteroduni, Cerro Al Volturno, Colli Al Volturno, agli studenti, ai sindacati, alle organizzazioni locali e sociali, per una mobilitazione per la difesa del nostro diritto alla salute.”

 

 

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