In Molise non sempre una notizia data da una testata giornalistica viene ripresa da altre. Né si può pretendere che altre testate considerino rilevante una storia trattata da altri organi di informazione. Come Futuro Molise abbiamo ritenuto che fosse di interesse pubblico e quindi abbiamo pubblicato la vicenda dell’assunzione della moglie dell’assessore regionale Salvatore Micone al Comune di Santa Maria del Molise che, dopo aver deliberato che serviva un altro messo notificatore, ha anche deciso di avvalersi della graduatoria creatasi al comune di Vasto che pochi mesi prima aveva chiuso le operazioni concorsuali per lo stesso bando (peraltro finito sotto inchiesta in procura a Vasto a causa di assunzioni di amici e parenti di politici e dirigenti comunali). Non lo dicono supposizioni. Lo dicono le carte: determina numero 72 del 30 novembre 2023 a firma del sindaco dell’ente Michele Labella. Nella graduatoria al comune di Vasto aveva ottenuto l’idoneità posizionandosi al numero 22, la moglie di Micone che dal 1 dicembre risulta assunta al Comune di Santa Maria del Molise.
Questi sono i fatti. Per Futuro Molise è una notizia. Per gli altri organi di stampa è una non notizia.
Sta di fatto che, sulla piazza di Facebook, a cui i politici sono molto accorti per promuovere la propria immagine, questa “non notizia” ha scatenato un dibattito con commenti favorevoli e contrari a questa vicenda. Ci si ritrova oggi il pensiero del direttore di Primo Piano Molise, con il quale mi legano rapporti di stima ed amicizia da vecchia data, che riprende l’argomento (quindi era una notizia?) sviluppandolo dal punto di vista dei social. Senza entrare nel merito dei fake non avendo io la possibilità di concordare con lui o confutare di chi effettivamente si tratta, leggo che si afferma con assoluta certezza che a prodigarsi per l’uscita di questa notizia sia stato un consigliere regionale. Secondo il direttore si dovrebbe arrivare a capire di chi si tratta attraverso il seguente identikit: “Il Molise è pieno di storie di familismo messe in piedi in particolare da chi questa regione l’ha spolpata, divorata, sfiancata, distrutta”. Risulta difficile però capire di quale politico si tratta perché nel guardare chi c’è tra gli eletti , ce ne sono tanti che negli anni, non solo recenti, sono coinvolti in storie di tengo famiglia.
Quello che mi chiedo è: quindi? La stampa taceva prima e deve tacere anche oggi? Se è una non notizia l’assunzione della moglie di Micone, perché si sente la necessità di intervenire in prima pagina oltretutto partendo da ciò che scrive un normale cittadino sui social?
L’indignazione di un direttore di giornale verso le opinioni dei cittadini fa un po’ impressione, a meno che non si voglia creare e pilotare il pensiero unico in Molise.
Se qualcuno la regione l’ha spolpata, divorata, sfiancata, e distrutta forse un po’ di responsabilità ce l’ha anche quel genere di informazione che negli anni non ha adempiuto al suo ruolo di sentinella del potere.
Delle due l’una: per disinteresse o forse perché rientrava in quel tipo di familismo?
Io, da consigliere regionale, ricordo bene alcune dinamiche.
La domanda che mi pongo è: c’è una parte di stampa molisana che rientra ancora oggi in quelle dinamiche di familismo, avendo a che fare sempre e comunque con soldi pubblici e quindi pagati da tutti noi ?
Spostare l’attenzione da chi ha pubblicato la notizia, cioè un organo di stampa Futuro Molise , ad un fake di facebook che si lagna perché altri organi di stampa non l’hanno ripresa, appare più un’operazione di distrazione di massa che di informazione. Evidentemente si hanno concetti diversi di notizie rilevanti per il pubblico. Così come è un’operazione di distrazione di massa voler coinvolgere un consigliere che si sarebbe prodigato per fare uscire la notizia. Io da diretto testimone posso affermare che questa è una tesi non veritiera. Il direttore Colella come può affermare ciò? Se non ha prove, e non può averle, la sua è una supposizione calunniosa.
Anni fa, con Toma presidente, anche un’ autorevole emittente televisiva regionale pubblicò servizi relativi all’assunzione della moglie dello stesso politico Micone ,assunta in una società informatica legata a chi gestiva e gestisce il servizio informatico nell’ente regione. Se non ricordo male tutto iniziò con la contrarietà alla nomina del presidente del Corecom che per volontà di Micone fu guidato da Talucci.
Qual è la differenza tra allora e oggi?
I politici vanno giudicati tutti per il loro operato e per farlo bisognerà attendere la fine del mandato e le nuove elezioni. La strada è ancora lunga.
Raccontare però ciò che fanno, nel pubblico e nel privato, è un dovere quotidiano della stampa. Se come stampa vogliamo affrontare il tema di familismo, io ci sto caro Luca. Così entrambi tiriamo fuori l’onestà intellettuale che ci contraddistingue elencando tutti i cognomi legati alla politica molisana, nomine, incarichi dirigenziali, ruoli politici che si sono ricoperti o che si ricoprono. Aggiungendo a questi ,anche le aziende e i lavori che negli anni hanno effettuato o effettuano in Molise ,opere per la pubblica amministrazione. Ovviamente per merito, ma sempre riconducibili agli stessi cognomi e quindi alle stesse famiglie. Comprendendo anche le aziende riconducibili al mio nucleo familiare.
Se accetti la “sfida” faremo sicuramente un’opera di informazione senza eguali. In fondo come editoria on line, giornali e tv percepiscono finanziamenti pubblici. Quindi lo dobbiamo ai cittadini molisani che ci pagano.

Massimiliano Scarabeo

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