L’intervento su Facebook dell’avv. Vincenzo Iacovino.

L’OPPOSIZIONE INVOCHI L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AI SENSI DELL’ART.126 DELLA COSTITUZIONE.

È stato adito il TAR per l’annullamento

1. della nota prot. 2701/2020 del 17-04-2020, con la quale il Presidente del
Consiglio Regionale del Molise prendendo atto della revoca, da parte del Presidente della Regione, di tutti gli Assessori della Giunta Regionale, ha disposto la cessazione immediata degli effetti della carica assessorile ed il ritorno degli assessori revocati alla carica di Consiglieri regionali, con cessazione della supplenza da parte dei consiglieri medio tempore subentrati e la loro estromissione dal Consiglio a far data dalla prossima seduta consiliare già convocata per il giorno lunedì 20 aprile 2020, ore 9,30;

2. nonché di tutti gli altri atti presupposti, consequenziali e/o connessi, ancorché
non conosciuti, quali l’atto di convocazione del Consiglio regionale per la seduta del 20 aprile 2020 dalla quale i ricorrenti sono stati estromessi, e tutti gli atti e/o le delibere adottate dall’organo consiliare illegittimamente convocato e composto.

Con motivi aggiunti presentati il 21 aprile 2020 sono state impugnate:
le delibere del Consiglio regionale del Molise assunte nella seduta del 20 aprile
2020, di estremi non conosciuti,

– di presa d’atto della revoca dalla carica degli Assessori e, per l’effetto, della conseguente revoca della supplenza, svolta ai sensi dell’art. 15 della l.r. 20/2017, per l’esercizio delle funzioni di Consigliere regionale dei consiglieri supplenti, tra i quali i ricorrenti,

– nonché di presa d’atto della ripresa delle funzioni di consigliere regionale degli ex assessori regionali presenti e partecipi alla stessa seduta, così come comunicato con nota a firma del Presidente del Consiglio regionale prot. 2734/2020 del 20.4.2020;

I ricorrenti hanno censurato l’illegittimità della cessazione dei ricorrenti dalla carica di consiglieri regionali a causa della ultrattività delle funzioni degli assessori revocati dal presidente della Giunta regionale dovuta alla loro mancata sostituzione, in base al principio della prorogatio degli organi;

Il TAR, con provvedimento assunto il 21 aprile 2020, da un sommario esame proprio della fase cautelare, ha ritenuto che la censura non meriti accoglimento in quanto il principio della prorogatio invocato nel ricorso non sembra trovare applicazione nel caso di specie, perciò la avvenuta revoca dell’incarico di assessore è sufficiente a far venir meno la causa di sospensione dalle funzioni di consigliere regionale ai sensi dell’art 15 della legge regionale n. 15 del 2017;

Il TAR subito dopo ha ritenuto che, conseguentemente, il Consiglio regionale deve disporre la revoca dei consiglieri supplenti e reinsediare i consiglieri titolari, ai sensi del comma 4 dell’art 15 sopra citato;

Nel caso specifico invece il Consiglio è stato spodestato dei suoi poteri dal Presidente del Consiglio il quale ha deciso tutto lui in violazione del 4° comma dell’art. 15 della legge regionale n.20 che recita testualmente: qualora il consigliere sostituito cessi dalla carica di assessore, il Consiglio Regionale dispone la revoca della supplenza nella prima adunanza successiva alla relativa comunicazione.

Piu precisamente il Presidente del Consiglio regionale sostituendosi e usurpando di fatto le funzioni del Consiglio Regionale, ha disposto

– la cessazione immediata degli effetti della carica assessorile

– il ritorno degli assessori revocati alla carica di Consiglieri regionali,

– la cessazione della supplenza da parte dei consiglieri medio tempore subentrati e la loro estromissione dal Consiglio

Ciò è avvenuto perché sapendo che doveva convocare anche consiglieri supplenti, di fatto non convocati, e cosa più grave sapendo che la maggioranza non aveva più i numeri per poter disporre la surroga ha preferito il colpo di mano.

Colpo di mano non sfuggito ai cittadini attenti.

Dà ciò ne deriva l’illegittimità della decisione del Presidente del Consiglio Regionale e delle delibere consiliari del 20/4/2020 in quanto adottate con carenza di poteri e comunque da un Consiglio regionale illegittimamente convocato e illegittimamente composto, poiché il presidente del Consiglio regionale ha omesso di estendere la convocazione ai consiglieri supplenti, tra i quali i ricorrenti;

Ovviamente la pretesa dei ricorrenti di mantenere lo status di consiglieri regionali, in quest’ottica, deve essere difesa con immediatezza innanzi al giudice ordinario;

Ma c’è anche la possibilità che qualsiasi consigliere impugni l’operato del Presidente del Consiglio Regionale e le delibere adottare da un Consiglio non convocato regolarmente e non partecipato regolarmente. Ivi compreso l’approvazione del Bilancio.

Considerata la grave violazione di legge si invoca l’intervento del presidente della Repubblica ai sensi dell’art. 126 della Costituzione che al primo comma così recita: Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge.

Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto è adottato sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica.

Confidiamo nei Consiglieri che non temono il confronto con il popolo e nel Molise Parte Civile.

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