Riportiamo integralmente il post dell’avvocato Vincenzo Iacovino in merito alla decisione assunta dal Consiglio dei Ministri che ha rilevato problemi di legittimità nella legge di stabilità 2020 della Regione Molise.

Messo in ginocchio dalla Costituzione e dalle regole democratiche il ‘Re’ del Molise ha violato la costituzione e la legge e si è dovuto inginocchiare invocando perdono.

Il genio della politica nostrana

• dopo aver azzerato la giunta, nel frattempo mandata in missione speciale;

• dopo aver illegittimamente surrogato i consiglieri subentrati agli assessori, per mano del Presidente del Consiglio sostituitosi al Consiglio Regionale

• dopo aver nominato per 15 giorni assessore un suo scudiero per consentirgli a suo dire il rispetto del principio di collegialità (in due?)

• dopo aver interpretato la legge regionale con altra legge regionale in violazione di ogni principio normativo e costituzionale per evitare il contenzioso;

• dopo aver rinominato assessori i consiglieri nel frattempo in missione e non più incompatibili per legge provvedimento;

• dopo aver nominato un assessore esterno su commissione;

• dopo aver violato la legge sulle quote di genere

• dopo aver tentato di prendere in giro i Molisani ma di fatto prendendo in giro solo sé stesso e un manipolo di cavalieri senza cavallo, senza spada e senza testa

oggi è stato costretto a implorare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di non impugnare la legge che gli ha consentito di fare scempio politico, amministrativo ed economico di una regione stremata, impegnandosi ad abrogarla.

I fatti:

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Francesco Boccia, ha esaminato ventiquattro leggi delle Regioni e delle Province autonome e ha quindi deliberato tra l’altro:

di impugnare

1. la legge della Regione Molise n. 1 del 30/04/2020, “Legge di stabilità regionale 2020”, in quanto l’articolo 12, comma 5, lettera a), contrasta con i commi 1 e 2 dell’articolo 18 della legge n. 157 del 1992, norma statale interposta per finalità di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, e viola pertanto l’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.

2. L’impegno presentato dalla Regione ad abrogare l’articolo 12, commi 1 e 2 della legge regionale consente di superare gli ulteriori profili di incostituzionalità;

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Inoltre il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, ha svolto una informativa al Consiglio dei Ministri in relazione a una ricognizione effettuata sulla legislazione regionale in materia di elezione dei Consigli regionali. Dalla ricognizione, è emerso che le leggi elettorali di talune Regioni non sono state adeguate alle disposizioni di principio introdotte dalla legge 15 febbraio 2016, n. 20, volte a garantire l’equilibrio della rappresentanza tra donne e uomini nei Consigli regionali. Tali leggi, infatti, non consentono l’espressione della seconda preferenza riservata a un candidato di sesso diverso o non prevedono le quote di lista.

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Adesso si proceda con immediatezza:

– ad abrogare la legge vergogna

– a reintegrare i Consiglieri estromessi illegittimamente

– e si provveda ad apportare le dovute modifiche allo statuto regionale prevedendo le quote di genere nel consiglio e nella giunta Regionale.

IL MOLISE NON PUÒ PIÙ TOLLERARE I GIOCHINI POLITICI DI DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

CHIEDANO SCUSA AL MOLISE E AI MOLISANI

IL MOLISE MERITA DI MEGLIO PER UN FUTURO DI CRESCITA E DI SVILUPPO BASATO SUL RISPETTO DELLE ISTITUZIONI, SULLA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA, SERIETÀ, PREPARAZIONE E MERITOCRAZIA.