di Tonino Atella

Ovvero abbandono ed incuria per i vasti tesori storico/archeologici presenti nell’abitato ovest della città e di fatto trascurati da tempo immemorabile.

C’è “un peccato” a Venafro ? Purtroppo sì ed è sotto gli occhi di tutti! Non riguarda però spirito ed anima umani, bensì comportamenti materiali dell’uomo (e della donna) nient’affatto giustificabili, ammissibili e come tali da catalogare come inadempienze gravi e particolari, dal che il forte termine iniziale. Riguarda, ed eccoci al tema  del “peccato”, l’abbandono, la trascuratezza e l’incuria datatissimi che investono purtroppo da anni le tante e ricche testimonianze storico/archeologiche di Venafro ad ovest dell’abitato, esempio tangibile della consistenza sociale e politica dell’antica provincia di Venaphri ai tempi della Roma Imperiale. Si è nella parte occidentale della città, quella in cui ai tempi dell’Impero dei Cesari si arrivava prioritariamente muovendo dall’Urbe ed appunto per questo, è opinione diffusa, riservata alle classi potenti e patrizie della Venaphrum del  tempo, tant’è le presenze importanti di servizi sociali di cui si dirà. In tale vasta area oggi tra l’altro, proprio alla luce delle accertate testimonianze storiche nel sottosuolo, non è possibile edificare ex novo né apportare modifiche strutturali sostanziali. E in effetti ad ovest dell’abitato venafrano trovasi attualmente il magnifico Teatro Romano di S. Aniello con annesse Terme, le ville patrizie con templi attigui nella zona della Cattedrale e tantissime altre testimonianze delle epoche trascorse, che facevano di Venafro una Provincia di spicco. Partiamo dal Teatro di S. Aniello con Terme : sito riservato alle classi più potenti e l’ampiezza della struttura conferma la consistenza numerica della Venafro di allora. Luoghi dove curare fisico e mente, il Teatro e le terme, ampi, accoglienti e ricchi di suggestione ambientale, protetti com’erano a nord dal sovrastante Monte S. Croce o M. Cerino e che attestano lo spessore socio/politico della comunità venafrana del periodo.

Imponenze magnifiche che spiegano la ricca e potente Venafro di allora, appunto Colonia della Gens Julia. Quindi le ville e i templi nel campetto cosiddetto “di Don Sante”, appena a sud della Cattedrale: magnifici, belli, ricchi di arte, ma da decenni abbandonati e dimenticati dopo i primi scavi che ne rivelarono attrattiva, storia ed imponenza artistica. Esattamente come accaduto per il citato Teatro Romano di S. Aniello e Terme annesse, lasciati nel più desolante degli abbandoni nonostante la consistenza storico/strutturale subito emersa dai primi scavi degli anni ’70 ! Già, avete letto bene ! Si scavò e si fece emergere dal sottosuolo tra la fine degli anni ’70 e il successivo decennio degli ’80, dopodiché si apposero robusti cancelli e catenacci all’ingresso e le cose sono rimaste tali continuativamente, senza che si sia fatto più alcunché per continuare a scavare, far venire alla luce e proporre alle nuove generazioni che chiedono di crescere nella conoscenza e nel sapere siffatto ricco patrimonio storico/archeologico venafrano. Esattamente lo stesso, quanto ad abbandono, incuria e sospensione di interventi di sorta, è accaduto nell’ex “campetto di don Sante” dove, ricoperti con argilla e strutture metalliche mosaici, ville,templi e quant’altro venuto alla luce, non si è mossa più foglia ! Né ci si discosta da siffatta avvilente realtà se ci si sposta all’esterno del vicino Liceo Classico “Giordano”.

Lì, ancora lustri addietro, la Provincia di Isernia aveva avviato scavi per la realizzazione della struttura polivalente per tale indirizzo scolastico umanistico (sempre privo di palestra e servizi sportivi idonei in zona !) e l’intera collettività venafrana, ma venuti alla luce reperti e testimonianze del passato si fermò ogni cosa ! Il guaio è che da allora -all’incirca un decennio trascorso- niente più è stato fatto quanto a scavi e realizzazioni, col risultato tra l’altro di continuare a privare gli studenti umanistici del ”Giordano” di strutture sportive al passo coi tempi. Capita la portata del “peccato” di cui all’inizio ? E’ veramente tanta, mentre Venafro continua a restare desolatamente inchiodata al palo per colpa di inefficienze, assenze e colpe altrui ! Finirà prima o poi siffatto trend negativo e penalizzante per la città e i suoi residenti, che reclamano una vita finalmente ricca di realizzazioni e di sostanza ? Questo è l’augurio, ma in tutta franchezza e visti i precedenti non è facile crederci ! Ad ogni modo … speremus !

Articolo precedente“Grazie !” da Alessandro Guastaferro
Articolo successivoRUBRICA L’OPINIONE: LE LESIONI CAUSATE DAI VACCINI VANNO SEMPRE RISARCITE