di T.A.

DAL RICHIAMO UNA VOLTA DEL PROFESSORE CHE LA FAMIGLIA RISPETTAVA, ALL’ACCOLTELLAMENTO DELLA DOCENTE DA  PARTE DI UN PROPRIO ALUNNO SONO TRASCORSI POCHISSIMI DECENNI

Un’anziana molisana nel proprio stretto dialetto di paese, ossia nel suo corrente ed abituale modo di esprimersi, rivolgendosi  al proprio giovane nipote afferma convinta e contrariata : “UAGLIO’, I MUNN’ RENT’ A GL’UT’M’ CINQUANT’ANN’ S’E’ CAPLUTTAT’ !” (Giovane, il mondo  negli ultimi cinquant’ anni si è capovolto del tutto !”. Mai espressione popolare, pensiamo, è apparsa oltremodo significativa della difficilissima situazione sociale che si sta vivendo oggi in Italia, con qualche negatività che purtroppo prende a fare capolino anche in Molise. Baby gang un po’ ovunque (Campobasso compreso), minori di sera in strada con coltelli e addirittura pistola in tasca, stupri di gruppo da parte di giovanissimi su minorenne e, dulcis in fundo, professori picchiati da genitori a scuola in costanza di richiamo o di insufficienza scolastica della figlia o del figlio e docente addirittura accoltellata da un proprio alunno minorenne dinanzi alla scuola, con prof. per fortuna con ferite non gravi e giovane arrestato ! Cose impensabili, inesistenti ai tempi  vissuti dall’anziana molisana in età giovanile, quando i problemi di certo non mancavano ma non già di simili fattezze e pericolosità. Erano i tempi in cui, giusto per ricordare, al richiamo del “Signor Maestro” alle care elementari del tempo che fu  in caso di compiti non eseguiti a casa o di esercizio sbagliato alla lavagna in classe o di interrogazione scolastica dall’esito insufficiente seguiva qualche scappellotto a casa da parte di papà o mamma non appena informati sempre e solo a fini educativi, perché il figlio/la figlia migliorasse e crescesse nel rispetto delle regole e del sapere. Oggi invece “ E’ TUTTO CAPLUTTAT’ “ per dirla a mò dell’anziana, è tutto cambiato, e molte volte decisamente in peggio ! Una volta, è bene ricordarlo, si cercava di non farsi vedere in giro per il paese da maestri e professori nel corso del pomeriggio, pena la puntuale interrogazione scolastica all’indomani. E se l’interrogazione o il compito in classe all’indomani  andavano male, seguivano richiami, rimproveri, punizione e, come detto, qualche salutare ed utile scappellotto “educativo” ! Cioè famiglia e scuola del tempo andato in perfetto accordo perché il giovane progredisse, scolasticamente parlando. Oggi ? Tutt’altra e ben diversa storia ! Famiglia contro scuola, col “Quattro” rifilato tout court alla/al docente e non già all’alunna/o ! Perché siffatto capovolgimento radicale dello stato delle cose ? In quanto la società tutta è cambiata, venendo meno in buona parte ai propri compiti. E’ cambiata la chiesa, é cambiata la famiglia, sono cambiati i rapporti sociali, è cambiata la scuola, sono cambiate le regole, ci si è trasformati in profondità e molte volte purtroppo in peggio ! Si saprà fermare per tempo siffatta pericolosissima e micidiale discesa socio/educativa che non porta da nessuna parte ? C’è da augurarselo di vero cuore, perché le possibili conseguenze appaiono tristissime. Le stesse istituzioni pubbliche sono chiamate ad un ruolo preciso e della massima responsabilità per meglio e diversamente indirizzare, attraverso funzioni ed esempi di rilievo assoluto. Resta comunque la società -tramite le proprie componenti determinanti come la famiglia, la chiesa e la scuola- a dover dare testimonianza precisa dell’urgente necessità d’invertire la micidiale tendenza in atto perché i fanciulli, le ragazze e i giovani ritrovino finalmente la serenità e gli ideali smarriti sotto l’incalzare di cambiamenti repentini e non suffragati da idee appropriate. Basta cioè col “SI” sempre, ovunque e dappertutto, e si torni quando necessario ed utile al “NO”, a qualche costruttiva “lacrimuccia” come essenziale momento educativo ! Altrimenti “LA CAPLOTTA”, il capovolgimento, trascinerà via tutto e tutti !

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