di Redazione politica

E’ datata 14 gennaio la lettera che il Commissario ad acta alla Sanità molisana ha inviato il a al presidente del Consiglio dei ministri ai ministri Speranza e Gualtieri, al vice ministro Sileri fino al Commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri. Non solo.

Anche al direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano, al direttore sanitario Maria Virginia Scafarto e al direttore amministrativo Antonio Lastoria. Giustini solleva il problema della sanificazione dell’ospedale Cardarelli dopo i cluster scoppiati nei reparti di medicina e chirurgia.

Insomma, il Cardarelli non è centro Covid e quindi la chiusura del reparto di chirurgia, il contagio tra medici, infermieri e pazienti nel reparto di medicina e la chiusura di fatto della terapia intensiva alle patologie ordinarie più gravi tempo dipendenti hanno spinto il commissario ad acta a scrivere ai ministeri e ai vertici Asrem proponendo loro di scegliere tra le uniche tre soluzioni possibili.

Per sanificare il Cardarelli di Campobasso, in pratica, bisogna liberare l’ospedale dai pazienti Covid. Ma dove appoggiarli visto che la torre voluta dal governo regionale di Toma e Pallante e recepita dal ministero non è ancora pronta? Un problema che nasce da un dato di fatto: se un cittadino molisano o di passaggio in Molise avesse, all’improvviso, la rottura di un aneurisma, al momento non si sa dove trasportarlo per le cure.

Questo perché i 12 posti letto di terapia intensiva sono occupati da pazienti contagiati. Né si possono prendere per buone le dichiarazioni rilasciate da Romeo Flocco che, alla guida del reparto di rianimazione, ha parlato alla stampa di blocco operatorio. Perché sa bene il dottor Flocco che per blocco operatorio non si intende la terapia intensiva ma le sale operatorie.

A meno che il facente funzioni non voleva dire ai molisani che una volta operati devono restare in camera operatoria senza le attrezzature della rianimazione necessarie per i casi più gravi di interventi chirurgici non Covid.

In pratica: nella Regione Molise in base al piano operativo sanitario, quindi stabilito dalla legge, esiste un solo ospedale adibito alla rete dell’emergenza per le patologie tempo dipendenti più gravi.

A certificarlo è proprio il Commissario ad actà alla Sanità del Molise, Angelo Giustini nel corso di una ispezione effettuata il 13 gennaio 2021 personalmente all’ospedale Cardarelli di Campobasso che è l’ unico centro hub del Molise.

Da qui la nota in cui si attesta: “Si precisa che le terapie intensive – si legge sulla nota del Commissario ad acta responsabile della rete delle patologie ordinarie e tempo dipendenti non Covid – in numero di 12 posti letto, sono spesso occupate solo per pazienti Covid rendendo inaccessibile l’uso per pazienti no Covid”.

Ecco che arrivano le proposte tra cui poter scegliere:

1. Portare i pazienti covid a Larino dopo aver sistemato la struttura e procedere alla sanificazione del Cardarelli per farlo tornare ad essere un ospedale normale;

2. Lasciare i malati Covid al Cardarelli e spostare su Isernia le patologie tempo di pendenti e quindi la rete dell’emergenza;

3. Liberare il Cardarelli e spostare i pazienti covid a Isernia e Termoli.

Il tutto in attesa che venga costruita la torre tanto voluta da Toma e Quintino Pallante.

Articolo precedenteCovid, Toma: “Molise in ‘zona gialla’ grazie alle azioni virtuose che abbiamo messo in campo”
Articolo successivoAl ‘Cardarelli’ di Campobasso la bomba sanitaria è esplosa: Contagi fuori controllo