“Dobbiamo riscoprire e rivalutare le nostre antiche tradizioni”, ha affermato Mauro Gioielli durante l’approfondimento legato alla ricorrenza di Halloween, rivolgendosi agli alunni delle Scuole Primarie di Gambatesa, Monacilioni e Sant’Elia a Pianisi.
L’usanza della zucca antropomorfa, funga essa da contenitore per una candela o sia usata come testa di un fantoccio da ‘sacrificare’, è molto antica e certamente presente nel Molise prima ancora che il moderno Halloween fosse importato dai Paesi anglofoni.
Le fonti molisane di metà ottocento tramandano notizie di questue di fanciulli che bussavano agli usci delle case per raccogliere modesti donativi, pronunciando specifiche formule di richiesta, come ad esempio: “Ciciotti, ciciotti per l’anima dei morti” (i ciciotti sono dolcetti a base di miele e farina di ceci), una frase sicuramente molto antecedente all’importazione della formula in inglese (treat or trick) di uso attuale nelle citate nazioni anglofone.
Le date di svolgimento di queste nostre antiche tradizioni erano (e in taluni luoghi ancora sono) la sera della vigilia della commemorazione dei Defunti e la festa di San Martino (11 novembre).
Le argomentazioni di Gioielli sono state scandite con rigore storico e accompagnate da documentazione fotografica a misura di alunno. Al centro del suo intervento c’è stato l’uso della zucca antropomorfa durante due specifiche feste; a Chiauci per i riti di San Martino e in altri paesi molisani per la ricorrenza dei Defunti. Si tratta di pratiche rituali analoghe a quelle di altre regioni italiane, dove le zucche intagliate hanno assunto denominazioni dialettali dissimili da territorio a territorio.
L’incontro di Mauro Gioielli con i ragazzi della Scuola Primaria ha fatto da prologo al progetto “Giocavamo a mazza e piveze e a campana”, riguardante le tradizioni ludiche molisane. Il progetto si propone di avvicinare i bambini ai “giochi di una volta”, preziosi momenti di esercizio fisico e di sfida, occasioni per sperimentare ruoli del mondo adulto, ma anche simboliche gestualità.
Halloween, ricorrenza cara ai bambini, ha meritato una doverosa riflessione in quanto chiara dimostrazione di come la generosa cultura del nostro Molise sia andata gradualmente scomparendo e ritualità non autoctone abbiano riempito il “vuoto” lasciato dalle tradizioni dimenticate.
Al termine dell’incontro, i piccoli ascoltatori hanno ripetuto la formula “Ciciotti, ciciotti per l’anima dei morti”, volendo restituire vita a un rito antico che, come Gioielli ha auspicato, va riscoperto in quanto parte dell’identità culturale autoctona.

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