di Redazione

La vicenda della demedicalizzazione della postazione 118 di Agnone insegna che non si devono elemosinare servizi come l’emergenza–urgenza in un territorio difficile e già alle prese con atavici problemi in ambito sanitario. 
Senza girarci intorno, l’ultima decisione dell’Asrem di ripristinare nelle ore notturne la presenza del medico a bordo del 118 in alto Molise non è altro che la conseguenza di un’azione che, con i colleghi Angelo Primiani e Massimo Romano, eravamo pronti a portare avanti insieme ai cittadini, ovvero impugnare al Tar quell’assurdo provvedimento. 
Lo avevamo ampiamente anticipato ed è accaduto: a nostro avviso, l’Azienda sanitaria consapevole di soccombere davanti ad un giudice non ha avuto altra scelta che ritirare le sue disposizioni. 
Dispiace vedere che una battaglia comune di civiltà così importante venga strumentalizzata dal sindaco di Agnone come pretesto di attacco politico e personale nei miei confronti. Il mio unico interesse è difendere le ragioni e i diritti dei cittadini. È vero, in questo siamo profondamente diversi, non accetterò mai compromessi a ribasso sulla pelle dei molisani. Li difenderò in ogni sede e con ogni mezzo previsto dall’ordinamento, quindi se necessario anche davanti ad un tribunale. 
C’è poco da gioire, siamo pronti a continuare la battaglia, anche giudiziaria. Rimango convinto che non sia normale che i medici del 118 vengano tolti a intermittenza sul territorio. Questo mette a rischio la rete dell’emergenza-urgenza e crea disaffezione per la sanità pubblica, oltre ad alimentare un’inutile quanto dannosa “guerra tra poveri”. 
Ormai è del tutto evidente che in questa regione di “normale” non c’è nulla.
Ad ogni modo, aspettiamo di leggere i provvedimenti perché la pubblica amministrazione parla con atti e non con comunicati stampa. Una cosa però è certa: non molliamo la presa. 
Nel caso specifico di Venafro, torno a ribadire che la strada che si potrebbe percorrere è quella di un protocollo d’intesa tra l’Asrem e un istituto privato convenzionato che possa farsi carico di fornire le figure mediche necessarie. Già sono stati attivati protocolli simili per altre esigenze. 
Porteremo la questione in Aula e continueremo a schierarci dalla parte dei cittadini che non possono convivere con tagli ai servizi mentre la pressione fiscale in Molise sta ai massimi livelli. Lo ribadisco: per i diritti si lotta, non si elemosina! 

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