Ritengo gravi le accuse mosse nei miei confronti dalla Assessora regionale Filomena Calenda, accuse offensive che infangano il ruolo delle Consigliere di parità, figure istituzionali e pubblici ufficiali preposte al contrasto di fenomeni aberranti tra i quali anche il body shaming di cui probabilmente la Calenda non ha approfondito la conoscenza. Le gravissime accuse pubbliche della Calenda rivoltemi in qualità di Consigliera di parità mi vedono costretta, mio malgrado, a procedere per una querela nei suoi confronti proprio per tutelare e salvaguardare il ruolo che ricopro da circa venti anni e che mi ha vista sempre al fianco delle vittime e impegnata a contrastare ogni forma di discriminazione, nonché per salvaguardare anche la mia persona. Ma c’è anche un diverso aspetto del comportamento della Assessora Calenda che mi lascia basita e riguarda la sua reazione di natura accusatoria e polemica, anziché interlocutoria, rispetto ad un suo mancato coinvolgimento nella sottoscrizione di un protocollo contro il bullismo promosso dal Comune di Macchia di Isernia. Sfogare la propria rabbia e il proprio risentimento attraverso i social media non credo sia appropriato a chi riveste un incarico istituzionale a meno che non si vada alla ricerca di visibilità che l’Assessora al lavoro e alle politiche sociali potrebbe acquisire attraverso la sua attività assessorile. Le deleghe a lei facenti capo le avrebbero consentito di stare in prima pagina tutti i giorni se ad esempio avesse dato attuazione: alla Legge contro la violenza di genere e mi riferisco in particolare alle tante azioni in essa previste (come ad es. far funzionare la rete regionale di contrasto alla violenza), porre rimedi attraverso un piano occupazionale emergenziale per l’occupazione giovanile e femminile (l’Unimol ha reso noto che 300 giovani al mese lasciano il Molise!), evitare il rischio di perdere le risorse destinate all’avviamento al lavoro previste con il programma GOL del PNRR, riattivare uno strumento necessario e di enorme aiuto quale l’Osservatorio sul mercato del lavoro molisano e sui fenomeni sociali per avere contezza dei dati attraverso un loro costante monitoraggio, atto a valutare le reali necessità del nostro territorio alfine di strutturare interventi ed azioni veloci data la grave situazione sociale che vede il Molise tra le ultime regioni italiane nelle classifiche nazionali e potrei continuare a lungo! Ricordo alla Assessora Calenda di non anteporre il suo ruolo di rappresentanza a quello di natura operativa e programmatica, attività queste ultime prioritarie per ottimizzare l’utilizzo delle risorse nazionali ed europee.

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