5 agosto 20222. Primi risultati dell’azione di pressing del Movimento Consumatori, unitamente alle altre associazioni aderenti al CNCU, per alleggerire i disagi causati dall’aumento del prezzo del gas collegato al grave momento di crisi inflattiva determinato dal conflitto russo-ucraino: con delibera n.374 del 29 luglio 2022 l’Arera ha modificato la modalità di determinazione del prezzo del gas con riferimento al servizio di tutela al fine di permettere un maggior allineamento dello stesso all’andamento del mercato all’ingrosso per il gas naturale, ci riferiamo quindi alla componente in bolletta relativa alla materia prima con un intervento che riguarderà oltre 7 milioni di utenti domestici che si trovano ancora sul mercato a prezzi regolati Arera.

Tale provvedimento dispiegherà i suoi effetti positivi dal primo ottobre 2022, con cadenza mensile di aggiornamento del prezzo, rimanendo in vigore fino al termine del mercato di tutela del gas fissato, al momento, a gennaio 2023 e consentirà ai cittadini di beneficiare delle conseguenti misure di contenimento dei prezzi, come ad esempio l’eventuale tetto al prezzo del gas che è in discussione a livello europeo, alleggerendo il rischio di ulteriori aumenti della bolletta con un intervento più mirato e tempestivo da parte del regolatore e del governo.

 “Questo importante provvedimento – dichiara Ovidio Marzaioli responsabile del settore energia e ambiente di MC – ha finalmente preso atto dell’evidente distorsione esistente tra il prezzo del gas europeo ed il prezzo di acquisto effettivo in Italia ed è pertanto in grado di controbilanciare la maggiore volatilità dei prezzi di tutela applicati ai clienti finali, è un primo atto di quella strategia di contenimento strutturale dei prezzi che abbiamo più volte sollecitato in attesa che si scelga più decisamente la produzione da fonti rinnovabili come risposta definitiva alla attuale crisi energetica ed ambientale – conclude Marzaioli”.

 La crescita dei prezzi del gas dal 2021 ha registrato un continuo aumento, già il 2020 si era chiuso con un rincaro del +11,4% cui si è andato ad aggiungere un aumento del 5,3% nel primo trimestre 2021, +3,9 nel secondo trimestre a cui è seguito il 15,3% in più del terzo trimestre ed un +14,4 % sul finire del 2021; non è cominciato meglio il 2022 in cui i rincari del gas hanno raggiunto il 42%.

Altrettanto poco confortante risulta essere il confronto a livello europeo, come chiaramente può evincersi dai dati rilevati dall’Eurostat di seguito riportati, che vede l’Italia nelle ultime posizioni per il costo del gas naturale registrati nel corso del 2021 e nonostante gli ulteriori interventi temporanei calmieranti del governo.

In un momento di forte crisi internazionale e di un mercato energetico molto fluttuante i dati europei non rassicurano sulla tenuta del sistema e pertanto risulta ancora più importante vigilare sulla dinamiche distorsive e speculative a livello europeo intervenendo strutturalmente sulla composizione del prezzo del gas e scegliendo, come detto, la strada delle energie rinnovabili come elemento ri-equilibratore della crisi energetica e della più generale crisi ambientale che tanta preoccupazione sta creando nei cittadini.

 

Articolo precedenteMIRANDA. DOMENICA 7 AGOSTO IN SCENA IL FESTIVAL “OPEN AIR – HEAVY METAL”
Articolo successivoCalcio. Caos in Serie C: calendari rinviati per il caso Campobasso