Le promesse fatte ai molisani, ai Sindaci e agli amministratori locali, a due mesi dalle elezioni regionali, hanno bisogno di coperture finanziare certe che il Governatore Frattura ha il dovere di presentare in maniera concreta, prima di tirare fuori dal cilindro soltanto chiacchiere senza essere capace di rispondere alla dimensione dei problemi del Molise.

Frattura vorrebbe accaparrarsi il consenso elettorale, promettendo di fare, in due mesi, tutto quello che non ha fatto in 5 anni. E’ vero, siamo in campagna elettorale, e questo periodo sembra magico come quello Natalizio ma, anche se si sente come Babbo Natale, questo non significa che può realizzare miracoli. Fino a qualche settimana fa, i lacci della borsa erano serrati, non si poteva spendere niente, ora, improvvisamente, ci sono soldi per le scuole, per la sanità, per i trasporti, per la viabilità regionale, per le imprese, per il commercio, per la ricostruzione post-sisma. Fondi per i Comuni e chi più ne ha più metta.

Regali elargiti come dei pacchi dono, anche se la domanda sorge spontanea: dove si trovano le coperture finanziarie per intervenire in tutti questi settori? Se in cinque anni il Governatore Frattura non ha mantenuto le promesse fatte nel 2013, come pensa di farne di nuove ai molisani? La sanità pubblica è stata smantellata, l’Ittierre è stata abbandonata a se stessa, lo Zuccherificio è fallito miseramente, sulla Gam si va avanti a forza di proclami, sulla mobilità in deroga spettante ai 1744 lavoratori molisani si è sempre in attesa, per gli ex cantonieri della provincia di Isernia ancora non si trova una soluzione, l’Area crisi procede a rilento, le vertenze aperte sono rimaste aperte, cos’altro si puo’ aggiungere?

Solo per Frattura il Molise è in ripresa, ed è in atto il rilancio economico della regione. In realtà, la sua non-politica, senza una rotta e senza idee ci ha fatto precipitare in un baratro da cui soltanto una seria ed impegnativa azione politica, potrà tirarci fuori. Il Molise di questo ne è consapevole così come è convinto che, se alle parole non seguono fatti concreti, le promesse che si fanno in campagna elettorale non sono credibili e questa volta potrebbe non essere il solito bacino di voti a cui attingere.

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