Di seguito pubblichiamo una nota stampa del consigliere Paolo di Laura Frattura.

Non posso che condividere pienamente l’accelerazione impressa al ricorso elettorale con l’istanza di rinuncia al riconteggio delle schede prodotta dagli otto cittadini elettori.
Accelerare i tempi per arrivare alla sentenza del Tar Molise prevista per il 17 maggio non significa – come qualche organo di informazione sembra voler far intendere – aver perso le elezioni oppure non aver recuperato voti attraverso la riconta in atto presso le Prefetture di Campobasso e Isernia.
Per disquisire di preferenze recuperate o perse per strada, con numeri che non rispecchiano la realtà dei fatti,  occorre avere contezza delle procedure in atto: la riconta non è, semplicisticamente parlando, un nuovo scrutinio.
I tatticismi giuridici, in questo contesto storico ed economico,  rischiano di prolungare oltre misura i tempi che portano alla sentenza.
E per questo motivo chiaro e inequivocabile, i cavilli e le interpretazioni personali appaiono per quello che sono: armi di distrazione di massa, utili ad evitare di focalizzare i problemi veri con i quali facciamo i conti da troppo tempo.
Condivido appieno, quindi, la motivazione di fondo che ha condotto gli otto cittadini elettori alla rinuncia di questa lunga fase del ricorso riassumendola in un concetto chiaro, che non si presta ad alcun equivoco, seppure pretestuoso.Non c’è più tempo da perdere.
Occorre fermare immediatamente l’azione politica fittizia che questa maggioranza di governo dice di aver messo in campo e che di fatto si sostanzia solo ed esclusivamente in una copiosa emorragia di denaro pubblico che serve – ancora oggi, nonostante le sentenze purtroppo disattese e le indagini giudiziarie ancora in corso – a coprire pericolose voragini nelle aziende partecipate dalla Regione Molise.
Ultimo e recente esempio è la decisione assunta dalla Giunta regionale che ha deciso la sottoscrizione di tutte le azioni dello Zuccherificio. Una ricapitalizzazione combinata per un totale di circa 8 milioni di euro che porterà alla dismissione dello stabilimento seppur “attraverso la ricerca di acquirenti privati interessati che possano garantire una stabilità industriale di lungo periodo”.
Quello che per gli autorevoli esponenti della Governo Iorio è “il tassello più importante del percorso”, di fatto si concretizza nell’ennesima emorragia di denaro pubblico, in un agire politico e strategico al di  fuori da qualsiasi logica di sviluppo e di futuro.
L’idea diversa che come opposizione abbiamo portato all’attenzione del Governo regionale era tesa proprio ad evitare questo ulteriore schiaffo ai molisani, agli imprenditori, ai lavoratori.
Quella che si continua a mettere in campo con strategie dispendiose e di certo poco confacenti all’attuale scenario economico è null’altro che l’ennesima azione politica miope, senza alcun rimando ad effettive prospettive occupazionali.
Soldi pubblici che continuano ad essere investiti in operazioni di facciata, che non portano e non porteranno nulla di concreto su questo territorio martoriato dalle politiche di rilancio che questo Governo ha inteso mettere in campo per poche – e sempre le solite tra l’altro –  aziende che nonostante continue e costose iniezioni di fiducia non garantiscono orizzonti di sviluppo.
Non c’è tempo da perdere: mettere fine a queste pseudo strategie di sviluppo, fermare le operazioni di “alta finanza” messe in piedi fino ad oggi e monitorate dagli organi inquirenti è il primo passo per recuperare un nuovo e più organico modo di pensare e lavorare per lo sviluppo economico della nostra regione.
Spianare la strada alla sentenza del 17 maggio prossimo significa resettare l’agonia di un territorio per troppo tempo mortificato e che continua a vagheggiare di sviluppo e di futuro  sperperando denaro pubblico in barba alle leggi, alle procedure previste dalla normativa vigente e senza assicurare continuità aziendale e occupazione.
                                                                                               Paolo di Laura Frattura
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