Un settore in grande espansione che può creare 265 mila occupati. Ma ora posti sono in pericolo.

”Il settore del fotovoltaico italiano e’ in grande espansione. Al 2011 sono stati installati pannelli per una potenza complessiva pari a 12,8 Gw (Gigawatt), primato internazionale in questo campo”. Questo quanto emerge da un dossier dei Verdi ‘Salvare le rinnovabili, per salvare l’occupazione’. ”E’ stato stimato – si legge nel dossier – uno sviluppo nel medesimo settore del 73%, circa 9,3 Gw, rispetto al 2010”.

Ma, secondo i Verdi, si e’ ”gia’ registrata una notevole riduzione” nella realizzazione degli impianti. Per esempio, ”con il decreto Liberalizzazioni sono stati bloccati di fatto progetti gia’ avviati per una potenza complessiva di 700 Megawatt (Mw) ed un valore di investimenti stimato attorno a 1,5 miliardi di euro” per impianti a terra nelle aree agricole (con l’approvazione del decreto e’ stata concessa una proroga di due mesi). Inoltre, ”l’attuale potenza fotovoltaica installata corrisponde ad una spesa annua, in incentivi, di 6 miliardi di euro che e’ anche la soglia prevista”, oltre la quale si deve ”ridiscutere” la materia. Il settore del fotovoltaico, affermano i Verdi, ”nel 2011 ha impiegato oltre 63.000 addetti (130.000 tutte le rinnovabili) che potrebbero diventare 150.000 (265.000 tutte le rinnovabili) nel 2020 se si mettesse mano agli incentivi con gradualita”’ fino a raggiungere autonomia.

”Oggi – si osserva – questi posti di lavoro sono in pericolo”. La bolletta elettrica, denunciano i Verdi, e’ ”alta non a causa delle rinnovabili ma di costi, tasse e privilegi economici a favore delle industrie energivore: fiscalita’ generale e’ intorno al 15%, oneri di sistema incidono per il 10% (in cui ci sono i costi del decomissioning delle vecchie centrali nucleari, circa 20 miliardi per 4 centrali), il compenso per il servizio di interrompibilita’ per 120 soggetti industriali (circa 3 euro a bolletta), il meccanismo del Cip6 (circa 8,4 euro all’anno a testa) per incentivi alle fonti energetiche assimilate alle rinnovabili”, tipo la termovalorizzazione dei rifiuti.

A lanciare l’allarme bolletta, qualche giorno fa, il residente dell’Autorita’ per l’energia, Guido Bortoni, che aveva espresso “preoccupazione” per il peso degli “oneri espliciti in bolletta”, in primis quelli legati all’incentivazione delle fonti rinnovabili “tenendo conto che si tratta di oltre 10 miliardi di incentivi solo per l’anno in corso”. Di questi 10 miliardi, “6 sono per il fotovoltaico che rappresenta il 4% della produzione totale” di elettricita’. mentre il presidente dell’Enel, Paolo Andrea Colombo aveva detto che “lo sviluppo delle rinnovabili, unito alla stagnazione della domanda, sta rendendo difficile la copertura dei costi di produzione degli impianti convenzionali, mettendone a rischio la possibilita’ di rimanere in esercizio”.

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