Il 3 giugno scatta il tax freedom day, il giorno di liberazione fiscale. Per 154 giorni l’anno, gli italiani devono lavorare per lo Stato. Come rende noto la Cgia di Mestre: Sui contribuenti onesti grava una pressione fiscale reale che quest’anno tocca il 48,4% – spiega l’Ufficio studi della Cgia – 6,2 punti in più rispetto a quella ufficiale.

Rispetto al 2015 il gettito complessivo del Fisco è destinato a scendere di oltre 5 miliardi di euro – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo –. Quest’anno, infatti, le famiglie, a eccezione di quelle proprietarie di ville, castelli e palazzi di pregio storico, non pagano la Tasi sulla prima casa, risparmiando circa 3,5 miliardi di euro. Le imprese, invece, non sono tenute al versamento dell’Imu sugli impianti imbullonati, da cui deriva una riduzione di gettito di 530 milioni di euro, mentre l’esenzione dell’Imu per i terreni agricoli vale 405 milioni.

E ancora: Le novità in materia di Irap, invece, prevedono l’abolizione dell’imposta per le imprese agricole e le cooperative di piccola pesca, con un risparmio di 167 milioni di euro. Il super ammortamento delle spese per investimenti al 140% e i nuovi crediti di imposta per le attività ubicate nelle aree svantaggiate del Paese garantiscono un minor gettito pari a 787 milioni di euro.

Se rispetto al 2015 la situazione di quest’anno presenta quindi un miglioramento, lo stesso non si può dire se la comparazione viene eseguita con il 1996 o il 2006. Rispetto a 20 anni fa, la situazione è peggiorata di 5 giorni, visto che allora ci si era liberati dal pagamento delle tasse il 29 maggio, 2 giorni dopo rispetto al risultato ottenuto nel 1996, anno bisestile.