Anche in Molise, come sta accadendo in altre zone italiane, aumenta la diffidenza verso il vaccino anglo-svedese per i possibili effetti collaterali. Ieri giornata cruciale: solo 50, dei 380 vaccinandi al PalaUnimol, ha accettato l’immunizzazione. La conferma dalla direzione regionale della Salute Molise, che dispone di 7mila dosi inutilizzate in attesa di indicazioni su come procedere.

eri, mercoledì 7 aprile, al PalaUnimol di Campobasso c’erano circa 380 vaccinazioni in programma con AstraZeneca a beneficio delle varie categorie che hanno diritto a questo tipo di immunità, cioè personale scolastico, universitario, volontari delle associazioni, esponenti delle forze dell’ordine.
Si sono presentate invece 80 persone e di queste una cinquantina ha deciso, dopo una meditazione non priva di ansia, di sottoporsi all’iniezione. In pratica un ottavo degli aventi diritto.

Certo, quella di ieri è stata una giornata particolare, segnata dall’attesa per il verdetto di Ema (Agenzia Europea del farmaco) che ha aggiornato le indicazioni sul vaccino anglo-svedese. La paura è palpabile anche nell’utenza molisana, con il risultato che al momento ci sono oltre 7mila dosi di AstraZeneca nei frigoriferi delle farmacie, in attesa di indicazioni su come utilizzarle. “Un trenta per cento circa – ci dicono dalla direzione regionale della Salute – ha rinunciato al vaccino Astrazeneca nelle scorse settimane, da quando sono cominciati i dubbi”.

Probabile a questo punto che si proceda a elaborare liste di riservisti che possano sostituire in parte le categorie che rinunciano al vaccino, la cui somministrazione – ricordiamo – avviene su base volontaria.

Intanto si sta aggiornando il foglietto degli effetti collaterali di Astrazeneca, come stabilito dal comitato per la sicurezza nelle conclusioni della riunione che si è svolta ieri 7 aprile.

I benefici del vaccino continuano a superare i rischi per le persone che non lo ricevono, il vaccino è efficace nella prevenzione del covid e nella riduzione dei ricoveri e dei decessi e non ci sono rischi generalizzati nella sua somministrazione:questa la sintesi, che lascia ai singoli Governi decidere se introdurre delle limitazioni per fasce d’età, come qualcuno ha già fatto. A questo però si aggiunge che tra gli effetti collaterali dovranno “essere inserite forme molto rare di trombosi cerebrali”, e questo sta amplificando il numero delle disdette anche sul nostro territorio. Cosa succederà nelle prossime ore nessuno può prevederlo, tuttavia alla luce dei dati fin qui disponibili e soprattutto dopo le numerose rinunce la possibilità che avanzino scorte è concreta.

Intanto le prenotazioni per gli over 70 con la piattaforma aperta ieri in poche ore ha superato le 10mila adesioni e, nell’attesa di concludere l’immunità per anziani over 80 e soggetti fragili si sta decidendo una possibile data di inizio anche per i settantenni, che potrebbe essere indicata nell’arco della prossima settimana. Questa categoria di persone deve essere vaccinata con Pfizer o Moderna per ragioni legate all’età e ai fattori di rischio. Tra ieri e ieri l’altro, come annunciato, sono arrivati in Molise 9 vassoi ognuno con 1195 dosi di Pfizer. 4 sono stati destinati al Cardarelli, 3 al San Timoteo e 2 al Veneziale di Isernia: la campagna vaccinale per anziani e fragili non si interrompe e anzi dovrebbe avere una spinta decisiva.