In occasione della Festa dei Nonni, che si celebra il 2 ottobre di ogni anno, il Presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone ha dichiarato:

“E’ difficile, se non impossibile, immaginare una famiglia media molisana senza la forte presenza dei nonni, o immaginare dei nostri bambini che crescono senza imparare, giocare, essere coccolati, da quelli che alcuni, con un certo effetto mistico-sociologico, chiamano “angeli custodi”. I nonni, quelli di 40 anni, come quelli ultracentenari, sono un punto fermo della famiglia, ma anche della società di questa nostra regione, e direi d’Italia. Quanti di noi sono cresciuti accanto a loro. Quanti di noi hanno ricevuto i primi consigli nel crescere, o le “dritte” per affrontare qualche questione anche di cuore.

Quanti di noi hanno depositato nei loro cuori comprensivi le confidenze e turbamenti. Quanti di noi si sono giovati nell’infanzia e poi nella maturità dei loro esempi, testimoniati in silenzio, senza parole o discorsi canonici, ma tanto impattanti quanto umili e formativi. Quanto di buono di noi è ascrivibile all’amore, all’educazione, al sostegno, alla comprensione da loro ricevuto. Credo che la risposta a questa domanda retorica sia scontata: tanto. Ovviamente vi è anche un’altra domanda che dobbiamo porci singolarmente e come collettività: siamo stati capaci di essere, nei nostri comportamenti e atteggiamenti, nei loro confronti, all’altezza di quanto abbia cosi amorevolmente e gratuitamente ricevuto. Ognuno ha una risposta personale e diversificata.

Come comunità locale e regionale però dobbiamo sentirci impegnati a restituire quanto abbiamo avuto in dono dai nonni, in termini di vicinanza e di attenzione ai loro problemi, alle loro preoccupazioni, alle loro angustie, ai lori bisogni fisici, psichici e spirituali. E ciò lo dobbiamo fare non solo in segno di riconoscimento per quanto hanno rappresentato nella loro vita per noi, ma perché essi sono parte di noi. Il loro vissuto, infatti, ha generato direttamente o indirettamente una porzione più rilevante di quanto ci accorgiamo del nostro.

Questo Giorno, voluto dal Parlamento italiano nel 2005, che coincide con la giornata che la Chiesa cattolica dedica agli Angeli Custodi, ha tra i vari significati quello di ricordarci della fortuna che abbiamo, come individui singoli e come comunità, di essere accompagnati per un tratto importante della nostra infanzia prima, gioventù poi, e quindi maturità, se non anzianità, da questi delicati, coscienziosi e meticolosi custodi della nostra umanità più bella e nobile.

Festeggiamo dunque oggi questa nostra ricchezza, bella e preziosa come la luce del sole, lo splendore delle stelle, le onde mare e la neve delle cime delle nostre belle montagne. Ringraziamo ogni nonno, quelli tra noi e quelli in cielo, quelli di cui siamo discendenti diretti o che conosciamo perché abitano nel nostro palazzo o nel nostro paesino, per quel che sono, o sono stati, e cerchiamo di emularli quando verrà il nostro turno di accompagnare la crescita di un’altra generazione nel lungo, difficile, tormentoso, ma al tempo stesso cammino della vita”.