Presso gli stabilimenti FCA di Termoli, diversamente da quanto preannunciato, non partirà la produzione di motori ibridi, prevista entro la fine del 2019. Anzi, alcune linee di produzione, come è stato nei mesi scorsi, anche a settembre subiranno un’interruzione, con la conseguenza che gli operai andranno nuovamente in cassa integrazione. Sul punto l’intervento di Giustino D’Uva, segretario generale dei Metalmeccanici di Confintesa: “Il gruppo FCA ha sbandierato un considerevole aumento degli utili nel secondo trimestre del 2019, eppure continua, in tutta Italia, a fare ricorso alla Cassa integrazione per periodi più o meno lunghi.

Emblematico il caso dello stabilimento di Termoli, dove non solo non inizierà la produzione preannunciata, ma a settembre si fermeranno nuove linee produttive, con la conseguenza che continuerà il ricorso alla CIG. È chiaro che si tratta di un espediente per incrementare i profitti, a tutto discapito dei lavoratori e con la compiacenza dei vari governi.
Siccome si tratta di una situazione scandalosa ed insostenibile, abbiamo preteso un incontro con i vertici aziendali ed a breve chiederemo di essere ricevuti dal nuovo ministro dello sviluppo economico per capire come poter, anche a Termoli, arginare una condizione che si è fatta intollerabile per il territorio”.

Stop accorpamenti e privatizzazioni, risorse per i Musei italiani: domani sit-in a Campobasso, Domani 6 settembre, l’associazione “Mi Riconosci? Sono un professionista dei Beni Culturali” scende in piazza a Campobasso come in tante altre città italiane, presso tanti musei statali, per chiedere l’annullamento dei decreti che, senza alcun confronto con i territori e a governo dimissionario, hanno danneggiato il sistema museale italiano e aperto la porta alla privatizzazione dei più importanti musei statali del Paese.

Il 14 agosto un decreto ministeriale, arrivato ai dipendenti del MiBAC senza alcun preavviso, ha accorpato decine di Musei dalla storia centenaria in nuovi enormi istituti elefantiaci, volti a favorire la concentrazione dei flussi turistici ed economici in pochissimi luoghi, contro l’interesse dei cittadini italiani. Il Cenacolo Vinciano accorpato alla Pinacoteca di Brera, le Gallerie dell’Accademia di Firenze accorpate agli Uffizi, i Musei Nazionali di Venezia accorpati in un unico istituto, così come tutti i Musei Nazionali del Friuli-Venezia Giulia, delle Marche e dell’Umbria: questi accorpamenti, arrivati senza alcun confronto con i dipendenti ministeriali e con l’opinione pubblica, creeranno istituti mostruosi incapaci di funzionare, annullando progetti, gettando all’aria anni di impegno e impedendo la crescita dei Musei statali, privi di una guida e trasformati in filiali di istituti più grandi.

La ragione che spiega questo provvedimento, altrimenti insensato, è fornita dal decreto stesso, in cui si dichiara che la Direzione Generale Musei deve “favorire la creazione di nuove fondazioni museali”: ecco dunque il motivo di tali accorpamenti, spianare la strada alla nascita di fondazioni private che gestiscano i nostri musei statali. Tutta questa enorme riorganizzazione, profondamente dannosa per il futuro del Patrimonio culturale pubblico italiano, è stata sancita per decreto da un governo dimissionario alla vigilia di Ferragosto: il più nascostamente possibile. Anche Campobasso e il Molise sono tra i territori colpiti dal provvedimento. La rete museale del Molise è stata fusa con quella dell’Abruzzo, privandola dell’autonomia gestionale creando una enorme istituzione illogica e inutile che raggruppa da ben 28 musei.

Per non permettere che una tale operazione, che rischia di lasciare un segno perenne nella gestione del nostro Patrimonio culturale per il vantaggio di pochissimi, cada nell’oblio di agosto come i promotori avrebbero voluto, il collettivo Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali lancia una prima giornata di mobilitazione nazionale per venerdì 6 settembre: a Campobasso si terrà un presidio presso il Museo Sannitico alle ore 17.30, tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Nel resto del Paese, sono previsti presidi e azioni a Venezia, Roma, Pompei, Firenze, Milano, Torino, Perugia, Pescara, Lecce, Bari, Bologna.