Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Il DPCM del 26 aprile 2020 ha dato avvio alla FASE II, è prevista la ripresa delle attività produttive nel rispetto della salvaguardia della saluta e della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. In questa fase dovrebbe essere indispensabile confrontarsi con il partenariato sociale per definire percorsi condivisi ma… mentre in tante regioni si avviano tavoli di confronto permanente con le Organizzazioni Sindacali e la Giunta Regionale, in Molise tutto TACE!!!

Una politica sorda agli appelli e alle richieste di istituzione di cabine di regia, troppo impegnata a discutere di se stessa, lontana, lontanissima dai problemi delle persone. Riscontriamo che alcune proposte presentate in Consiglio Regionale, afferenti a temi sociali e di sostegno ai lavoratori e famiglie, non sono state accolte da una maggioranza. Appare
incomprensibile il fatto che non sia stato preso in considerazione il fatto di attivare un confronto con il Ministero competente in tema di lavoro e welfare.

Niente confronto, niente possibilità di costruire una visione di prospettiva condivisa che riesca a tenera botta allo sfacelo che si sta dispiegano sotto i nostri occhi. Stiamo approfondendo le ragioni del perché, in un momento come questo, dove sono necessari fondi aggiuntivi, il Molise sembra non essere incluso nel decreto interministeriale n. 5 del 5 marzo 2020 che prevede ulteriori stanziamenti a favore delle aree di crisi complessa, per la cassa integrazione in deroga e per la mobilità in deroga. Eppure ce ne sarebbe grande bisogno, non solo per i lavoratori della GAM, ma anche per sostenere i lavoratori della SATA e dell’ITTIERRE e di altre realtà produttive che rischiano la sopravvivenza dopo questa ennesima devastante crisi.

Mai come in questo momento è necessario individuare misure e strumenti straordinari per affrontare la grande emergenza che stiamo vivendo. E mai come in questo momento, l’opportunità fornita dal D.M. 07/08/2015 che riconosce area dei crisi complessa il territorio di Isernia, Bojano, Campochiaro e Venafro va presidiata e rilanciata come strumento che
inneschi la rinascita di quella parte del Molise provata ulteriormente dall’ emergenza economica che la pandemia ha scatenato e acuito.

La FLAI CGIL, congiuntamente alle altre categorie, ha chiesto un confronto con il Governatore Toma per riprendere i fili del ragionamento proposti al tavolo ministeriale lo scorso 30 settembre 2019 , rispetto a nuovi investimenti sulla filiera bassa nel settore avicolo, ma anche per discutere del tema del rilancio della filiera avicola nella sua interezza a compimento della quale devono essere poste in essere le condizioni per la costruzione di un macello.

L’agroalimentare ha dimostrato di essere un settore essenziale anche in tempo di COVID-19, è un settore che resiste, prezioso e allora perché non puntare sulla filiera avicola definita dalla stessa Regione strategica per lo sviluppo del nostro territorio. Il confronto con le parti sociali va avviato e non negato! Un confronto franco, aperto, che guardi non solo a arginare questa crisi ma che affronti urgentemente i temi dello sviluppo.

La CGIL, negli anni scorsi, grazie anche al confronto e al contributo di associazioni territoriali e studiosi di settore, ha elaborato e condiviso un documento dal titolo “Dalla crisi a una nuova qualità dello sviluppo” che conteneva proposte per lo sviluppo del Molise e che individuava nell’agricoltura, nella cultura ambiente e turismo , nelle reti e infrastrutture, nel welfare e servizi alla persone, i volani per attivare processi di sviluppo partendo dalle potenzialità del nostro territorio.

Temi attualissimi, da riportare nel dibattito politico al fine di costruire proposte concrete attraverso una concertazione con le parti sociali e con le amministrazioni locali e che ci permetta di uscire dalle secche in cui siamo confinati per proiettarci in una idea di futuro che ci dia la speranza di una nuova alternativa per il Molise che esiste e resiste!