“Scusate se faccio opposizione a Toma”. E’ stata questa la conclusione dell’intervento in aula della capogruppo del Pd Micaela Fanelli che, punto per punto, smonta tutte le convinzioni di incostituzionalità mosse alla sua proposta di legge sollevate dagli esponenti dei cinquestelle che di votare la pdl che vuole fermare Toma (o come presidente o come commissario) proprio non ne vogliono sapere. La Fanelli ha attesa quasi tutto il giorno prima di fare il suo intervento. Ha preferito ascoltare prima gli interventi dei suoi colleghi. Non solo del capogruppo cinquestelle,ma anche e soprattutto del segretario regionale del suo partito Vittorino Facciolla che ormai ha dichiarato guerra alla collega. “Io ho sempre fatto opposizione – afferma la Fanelli – non sono io che ho cambiato strada. Vorrei capire perché voi non volete votare una proposta di legge che – dopo essere passata al vaglio di giuristi – ritenete possa essere incostituzionale. Ma non lo è”. La Fanelli parla senza nascondersi troppo dietro il politichese quando dice che il niet di cinquestellle e del Vittorino nazionale (se lo ricordano in tutta Italia per la storia del Le Iene con il mitico Vincenzo il portaborse ai tempi della legislatura di Frattura) ha tutto il sapore di una doppia stampella al governo Toma. E a chi gli ricorda che a parlare di incostituzionalità è anche l’avvocato Massimo Romano, non ci gira troppo intorno ricordando che quest’ultimo è l’avvocato di parte di Andrea Greco e lo difende contro una richiesta milionaria avanzata dall’istituto Neuromed. Insomma, un avvocato di parte che dà un giudizio di parte. Ma che non può essere il Vangelo, lanciando anche una frecciatina all’apertura dell’intervento di Greco che predica bene ma razzola male.

Spiega, la Fanelli, che quando una maggioranza è dilaniata una buona opposizione cerca di approfittarne per ferire e abbattere politicamente gli avversari. Ma a quanto pare, anche per via dei riposizionamenti in vista delle prossime elezioni regionale, le opposizioni non ne vogliono sentire parlare di ferire e benché meno abbattere Toma.

“Ce ne sarebbe grato l’intero Molise” continua il capogruppo del Pd.

A cui noi possiamo solo far notare, riprendendo il Vangelo, che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. O, se si preferiscono gli adagi popolari, a lavare la testa all’asino si perde tempo, acqua e sapone.

Articolo precedenteSanità, l’asse Facciolla-5stelle stampella di Toma: cambia la maggioranza in Consiglio regionale
Articolo successivoToma bacchetta gli assessori: o con me o fuori dalla Giunta