Foto presa dal sito Linkiesta

di Nibbio

Si sa, alle Elezioni ci sono solo vincitori. Per questo è apprezzabile l’ammissione fatta da Di Maio (“siamo andati male”) nell’analizzare il risultato delle Europee. Ma se il grillino ha fatto mea culpa la sinistra canta vittoria pur avendo perso. Rispetto alle Politiche 2018 il Pd di Zingaretti ha fatto registrare -121mila voti.

Anche nel Molise per il Pd c’è poco da festeggiare visti i magri risultati ottenuti. L’avvocato Oreste Campopiano (candidato alla Camera con ‘LeU’ alle politiche del 2018) su Facebook commenta con durezza il risultato delle comunali e delle europee:

“C’è un grande sconfitto in Molise nel voto del 26 maggio, anzi: nei voti del 26 maggio. In quello per le europee e in quello per le comunali. Il Partito democratico e con esso il centrosinistra di cui il Pd è forza trainante. Con un debutto rovinoso per la nuova segreteria regionale. Esce con le ossa rotta nel raffronto locale e nel raffronto nazionale”.

Vediamo com’è andata in Molise la tornata elettorale del Pd.

A Campobasso, Antonio Battista è fuori dal ballottaggio e incassa una sonora sconfitta come sindaco uscente. A Termoli, Angelo Sbrocca va al ballottaggio per il rotto della cuffia, anche lui come sindaco uscente. Una vittoria il 9 giugno appare a dir poco improbabile (salvo miracoli). A San Martino in Pensilis, roccaforte di Facciolla, c’è da segnalare un’altra pesante sconfitta. A Filignano, il sindaco uscente Lorenzo Coia viene sconfitto e perde anche la poltrona di presidente della Provincia di Isernia. Nonostante il buon risultato ottenuto alle Europee, con oltre 34mila preferenze, Caterina Cerroni non è stata eletta al Parlamento Europeo. Unica magra consolazione potrebbe essere rappresentata dalla vittoria conquistata a Riccia, feudo della Fanelli.

A conti fatti, si può tranquillamente affermare che, alla prima prova importante, la nuova segreteria del Pd ha ‘floppato’ clamorosamente. Dimostrare il contrario appetirebbe come un’evidente forzatura. E’ ancora presto per parlare di un Pd e di un centro-sinistra in ripresa, sia a livello nazionale che regionale, si registrano ancora più ombre che luci in questa fase di ricostruzione o di ripartenza. I segnali di ripresa del Pd sono dovuti più ai demeriti altrui che ai meriti propri.