Turismo, diportistica, pesca: la nascita del parco eolico condannerà a morte un intero litorale

“Chi ha pensato questo progetto non vuole bene a Termoli e non vuole bene al Molise!” lo ha dichiarato la presidente dell’associazione La Casa dei Diritti, Laura Venittelli, che oggi  ha illustrato le ragioni della contrarietà al progetto Eolico Offshore Molise proposto dalla società Maverick.

“Stiamo parlando di 120 pale eoliche alte 215 metri, illuminate giorno e notte, collocate in un braccio di mare largo 20 km,  che andranno inevitabilmente a confliggere con il transito delle navi e con il traffico aereo, senza contare le pesanti ricadute sulla pesca, che sarà completamente interdetta,  e naturalmente sul turismo” denuncia Venittelli.

“Un progetto partorito in fretta e furia da una società costituita appena una settimana prima, nelle more del Piano di Gestione dello Spazio Marittimo ancora in via di adozione da parte dello Stato Italiano, sulla base di una direttiva europea, che identifica proprio nel turismo e nella pesca le due attività preminenti della costa molisana e di Termoli in  particolare” aggiunge Venittelli.  “Va da sé -continua la presidente de la Casa dei Diritti- che un progetto del genere annulla di fatto l’impostazione stessa del Piano di Gestione mettendone in discussione l’impianto”.

Venittelli sottolinea inoltre come  il progetto sia spesso fumoso, incongruente e pieno di approssimazioni, talvolta addirittura contraddittorio “come sulla questione delle centrali elettriche di conferimento dell’energia prodotta che non si capisce se siano una o due”.

“L’approvazione del parco eolico significherebbe la definitiva rinuncia di fatto ai vantaggi della Zona Economica Speciale (ZES), introdotta nel 2017 proprio grazie ad un mio importante lavoro da parlamentare,   che garantisce facilitazioni fiscali ed investimenti alle aziende di Termoli che lavorano con il porto, il retroporto e la logistica” prosegue Venittelli.

Infine, la questione delle risorse idriche: “il parco andrà a supportare una o due centrali ad idrogeno, non è dato sapere, ma la cosa certa è che le centrali ad idrogeno hanno necessità di una grande quantità di acqua: chi glielo spiega agli agricoltori che non potranno più usarla per darla alla Maverick?”.

“Chiediamo alla politica di far sentire  la sua voce contro un progetto devastante, che segnerà la fine economica e sociale di un intero territorio, che  già produce il doppio dell’energia di cui ha bisogno,  e che già sostiene  il carico di una piattaforma gaserà offshore, con tutto quello che ne consegue” conclude Venittelli .

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