di Giovanni Minicozzi

A partire da oggi primo luglio i molisani riceveranno l’ennesimo “regalo” dal direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano. È partita infatti la decimazione del servizio di emergenza – urgenza affidato al 118, decimaziine e tagli che non consentono il rispetto dei 20 minuti massimi di attesa per l’arrivo dei soccorsi.

Accorpamenti delle postazioni e, in molti casi, servizio del 118 affidato ai soli infermieri senza la presenza del medico. Alcuni sindaci, tra i quali il primo cittadino di Civitacamporano Paolo Manuele, hanno inviato una nota (che allego) al presidente della Regione, al prefetto di Campobasso e al direttore generale Oreste Florenzano diffidando quest’ultimo a non attivare i tagli annunciati.

In sostanza dopo aver depotenziato l’assistenza sanitaria ospedaliera nei tre nosocomi pubblici di Campobasso, Isernia e Termoli, ridotti ormai in condizioni disperate, Florenzano ha disposto tagli anche per il servizio di emergenza – urgenza violando in tal modo le regole che dovrebbero garantire il diritto alla salute dei cittadini.

Mi chiedo cos’altro debba ancora accadere per decidere la rimozione di questo direttore generale che dal suo insediamento ad oggi ha realizzato sistematicamente lo sfascio totale nella sanità molisana.

Peraltro i medici del 118 convenzionati con l’Asrem non trovando soluzioni al loro atipico rapporto di lavoro continuano a cercare nuove collocazioni con la conseguenza di un ulteriore depauperamento di risorse umane al servizio di emergenza. La grave situazione era nota da tempo ma i vertici dell’Asrem non hanno fatto niente per risolverla.

Intanto oggi ha preso servizio il nuovo direttore sanitario Evelina Gollo nominata da Florenzano ma ho forti dubbi che lei riesca a invertire la rotta.

L’iniziativa dei sindaci del medio – basso Molise è apprezzabile seppur tardiva ma loro hanno in mano lo strumento per chiedere la rimozione di Oreste Florenzano.

Mi riferisco alla conferenza dei sindaci riattivata da qualche settimana che può chiedere la sostituzione dei vertici dell’azienda sanitaria regionale.

Cari sindaci, datevi una mossa prima che sia troppo tardi!

 

 

 

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