La strategia di Forza Italia nella scelta dei nomi da presentare agli elettori per le elezioni del prossimo 25 settembre sembra andare nella direzione dei consiglieri regionali uscenti.

Le tante indiscrezioni di queste ultime ore, tra un De Matteis candidato al maggioritario del senato o un Patriciello pronto a lasciare Bruxelles, vengono puntualmente smentite dagli addetti ai lavori. Tanto da sembrare più un disperato tentativo di trovare un’apertura sul tavolo nazionale di chi resterà fuori dalla competizione piuttosto che una reale descrizione della realtà.

Salta così la strategia politica di chi vorrebbe il coordinatore di FDI fuori dai giochi del maggioritario. Secondo i bene informati sembrerebbe infatti che la stessa candidatura di De Matteis sia stata ipotizzata dall’assessore Quintino Pallante e dal braccio destro di Toma, Maurizio Tiberio, che già tentarono il blitz nel 2018 con articoli giornalistici rivelatisi poi farlocchi. All’epoca però il partito di lancio dell’ex presidente della Provincia di Campobasso era Idea guidata, in Molise, proprio da Tiberio.

Stavolta cambiano partito, volendolo dare in quota FI, ma a quanto pare il risultato del nulla di fatto resta lo stesso.

Vuoi perché se un posto al maggioritario spetta a FI sarebbe riservato alla coordinatrice del partito di Berlusconi, Annaelsa Tartaglione. Vuoi perché la strategia politica dei forzisti sarebbe quella di candidare al proporzionale i consiglieri regionali uscenti.

Al senato si starebbe puntando sull’assessore regionale Nicola Cavaliere.

Alla camera invece i contendenti sarebbero due: il sottosegretario già assessore regionale Roberto Di Baggio oppure il segretario dell’Ufficio di Presidenza Armandino D’Egidio.  Con quest’ultimo che avrebbe maggiori chance per via dell’appartenenza territoriale. Così alla Tartaglione che coprirebbe la zona pentrae quella della costa, si affiancherebbero un candidato della zona capoluogo (Cavaliere) e dell’area matesina (D’Egidio).

Gioca di rimessa la Lega che trova i suoi candidati, sul proporzionale, con Michele Marone per il senato e per la camera dei deputati la ventisettenne Giulia Minnillo presidente Avis comunale Matrice e coordinatrice dell’Avis giovani Regione Molise, nonché insegnante di catechismo alle scuole elementari, e nominata nel 2018 coordinatrice regionale della Lega Giovani Molise.

Sul fronte centrosinistra la partita è tutta in alto mare.

Il nome più in vista sarebbe quello del segretario regionale Vittorino Facciolla in un Pd che però ancora non ha idea di chi saranno, se ci saranno, gli alleati. Pare ci sia l’avanzata anche della ex deputata dem Laura Venittelli che pure vorrebbe essere della partita mentre la Fanelli sarebbe più intenta a creare una lista civica per le regionali in cui far confluire anche qualche escluso dei cinquestelle per via del doppio mandato. Tra tutti circola insistentemente il nome di Patrizia Manzo che “per ora” si dice vicina al movimento ma si starebbe guardando intorno per le regionali.

Completamente nel pallone sembrano invece  i pentastellati. Andrea Greco e Angelo Primiani spendono le proprie energie per cercare di rinvigorire l’elettorato social ma voci dall’interno non offrono buone speranze. Specie per le frizioni interne che vedrebbero sempre più distanti i 5stelle di Campobasso dal resto dei consiglieri regionali. L’unica nota di rilievo sarebbe la posizione di Vittorio Nola notoriamente vicino a Conte. Il consigliere regionale di Venafro sarebbe intenzionato ad optare per la carica di presidente della Giunta regionale.

Blindata sembrerebbe invece la candidatura del coordinatore di FDI Di Sandro che non incontra ostacoli all’interno del partito se si esclude la rivendicazione di Quintino Pallante.

Sul proporzionale i nominastivi per il partito che si gioca il primato di percentuale a livello nazionale sono diversi: Aida Romgnuolo, l’avvocato e professore universitario Gianfederico Cecanese, l’assessore al sociale del comune di Termoli Silvana Ciciola e il capogruppo di FDI al Comune di Isernia e componente del Consiglio nazionale del Coni Elisabetta Lancellotta.

Ribadisce la sua disponibilità ma alla presidenza della Regione invece Michele Iorio che tira dritto per la sua strada. Sempre secondo voci di corridoio, l’ex governatore starebbe lavorando per fare in modo che le scelte delle candidature politiche tengano compatta la coalizione di centrodestra.

Completamente fuori dai giochi pare essere il governatore in carica Donato Toma che, nonostante i suoi viaggi romani che trapelano sulla stampa, pare non riesca ad ottenere nulla se non la realizzazione del vecchio adagio: chi semina vento raccoglie tempesta.

 

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