SPAZIO ELETTORALE/Elezioni Politiche 2018, intervista a Enrico Colavita, candidato al Senato. Una candidatura accettata da indipendente e senza tessere di partito quella di Enrico Colavita in corsa sul maggioritario per il Senato, candidato per il PD.

di Christian Ciarlante e Michele Cristinzio

Cosa ne pensa dell’Autostrada San Vittore-Termoli non più realizzata?

“Credo sia oramai una pia illusione. Qualcuno ha creduto a questo progetto, io personalmente non più di tanto. Vorrei una strada un po’ più veloce con una doppia corsia se possibile, anche se a tratti, 2 km all’anno mi basterebbero, in modo che tra 10 anni arriveremo ad avere una strada decente per collegarci con pezzi di territorio ancora scollegati, purtroppo, che l’autostrada non collegherebbe assolutamente. E’ una presa per i fondelli per questa regione perché l’autostrada, da sola, anche se si realizzasse, non darebbe più di tanto e questo territorio rimarrebbe abbandonato a se stesso. Questo puo’ essere valorizzato a prescindere perché ci si puo’ arrivare comunque alle ali dai due estremi, ma bisogna mantenere e manutenere quello che c’è, ripristinare quello che c’era, tipo la Trignina, che già era un bel collegamento per le aree interne, la costa e la ferrovia. La Ferrovia perché da Roma a Isernia in un’ora e mezzo sarebbe una cosa splendida, per chi va e per chi viene e per chi deve e vorrebbe muoversi. Non prendiamo in giro la gente, perché poi queste prese in giro, vogliono dire spesso occasione di gestione di risorse, posti, consigli di amministrazione che rappresentano uno sperpero di denaro inutile”.

Banca Popolare delle Province Molisane, che futuro prevede per questo istituto prettamente molisano?

“Questa è una banca del territorio che puo’ svolgere, in una maniera ancora più incisiva, una funzione importante per l’economia locale, però va collegata alla finanza ed al sistema finanziario nazionale. Dobbiamo proporre e aprire spazi di investimento, in questa banca, di fondi finanziari che ci diano anche la possibilità di collegarci e di poter gestire anche strumenti finanziari diversi da quelli che sono una pura gestione della piccola economia locale. Ci dobbiamo aprire alla finanza che, insieme al web, sono i due aspetti mondiali della futura economia. Noi abbiamo investito su questa iniziativa, siamo riusciti a realizzarla ed ora la dobbiamo utilizzare nel migliore dei modi possibile. Dobbiamo rinnovare la classe dirigente, immettere risorse giovani e collegarci, come ripeto, alla finanza per rafforzarla e poterla aprire alle opportunità di lavoro che ci sono nel mondo finanziario”.

Cosa possiamo fare per far rimanere i giovani in Molise?

“Chi vuole andare fuori per acquisire competenze e vedere nuovi orizzonti, deve essere prima preparato e poi accompagnato, per fare esperienze importanti che possono poi creare dei ritorni ancora più importanti per la nostra terra. Non possiamo tenerli legati ad un futuro che non avrebbero ‘tout court’, semplicemente per trattenerli in Molise, per cui non possiamo strumentalizzarli; i giovani vanno supportati, indirizzati e questo non lo si fa per niente. Non ci sono occasioni neanche di dialogo; per capire le vocazioni che hanno i giovani, li scopriamo quando ce li ritroviamo a Hong Kong, piuttosto che a Francoforte, nella finanza, piuttosto che nella consulenza, e non li conosciamo più. Una delle mie iniziative, che voglio fare a prescindere e già proposta in Confindustria, è una mappatura della presenza dei nostri giovani molisani nel mondo. Io vorrei capire dove sono, perché ogni tanto ne incontro qualcuno a Shanghai o a Hong Kong e scopro che sono di Vinchiaturo, piuttosto che di Termoli, ed é per questo che dobbiamo seguirli con più attenzione”.

Cosa ne pensa dell’Area di crisi complessa?

“Siamo riusciti ad avere l’attenzione del governo nazionale con alcune risorse da reinvestire su queste aree che ne hanno bisogno, ma non abbiamo avuto il tempo di preparare un piano di attrazione di investimenti in funzione anche di questi incentivi. Non so quanto appeal e quanti risultati possano avere soprattutto da parte di investitori esterni. Ben vengano gli aiuti a chi dimostra buona volontà a riaprire attività o a svilupparle. Questa è un’area di crisi di suo strutturale: bisogna fare qualcosa di più. Ho detto e ripeto che bisognerebbe creare un’agenzia per la promozione territoriale e per l’attrazione di investimenti fatta da persone competenti e che abbiano accesso ai mercati finanziari dove si vanno a presentare i territori. Risorse e occasioni di investimento ce ne sono; abbiamo una serie di capannoni vuoti che basterebbe censirli e cercare di metterli insieme per offrirli ad una tipologia di investitori che ci sono. Se si fa un passo in Emilia Romagna o nel Veneto non si trova un capannone di 100 metri quadrati neanche a pagarlo a peso d’oro. Qui ne abbiamo e ci sono aziende che potrebbero spostare attività, se non altro anche logistica, e sto parlando della costa adriatica dove c’è autostrada, c’è ferrovia, c’è un accesso ai porti di gran lunga superiore a quella di altri territori. Riflettiamoci, se ne parla poco, parliamone e chiamiamo a questi tavoli le professionalità competenti che ci diano una mano a farne uno strumento di sviluppo per il Molise”.

Cosa risponde a Michele Iorio che ha parlato di un Molise ridotto male e di un’autostrada non realizzata che grida ancora vendetta?

“Michele Iorio ha la responsabilità di questa situazione, la gran parte della responsabilità è la sua, credo. Penso che abbia poco da dire, ma se la soluzione per il rilancio del territorio è l’autostrada, credo che si parli del nulla”.

Perché i molisani dovrebbero votare per Enrico Colavita?

“Possono anche non farlo, per carità, io ci ho messo la faccia e mi sono offerto per dare un contributo se posso, mettendo a disposizione la mia esperienza e il lavoro fatto che ha una sua realtà nel mondo, a disposizione delle eccellenze dell’agroalimentare, del network mondiale che noi abbiamo creato attraverso il quale si puo’ anche promuovere un’azione di attrazione anche turistica. L’enogastronomia è il veicolo di flussi turistici in tutto il mondo, soprattutto in Italia; il Molise, ultima indagine del Censis, è all’ultimo posto. Per quale motivo? Chi è che promuove questo Molise? Diciamo poche persone e quasi nessuna istituzione”.