di Christian Ciarlante

Comunque la si pensi in merito, l’evento storico-gastronomico denominato «Magnastoria, 1000 passi di banchetto tra preistorici e Pentri», sarà un laboratorio di umanità e di felicità. Una tavolata da guinnes che riunirà più di 1500 persone intorno al cibo, simbolo più naturale della condivisione. Purtroppo, oggi, si vive in un’epoca scandita da ritmi frenetici che lasciano poco spazio allo stare insieme.

La parola condivisione ormai alberga solo sui social network. Questa è un’occasione speciale per ridare vitalità al nostro meraviglioso borgo storico che troppo spesso è abbandonato a se stesso. Se non ci fossero i locali ad animare le serate estive e quelle invernali, nel centro storico ci sarebbe una desolazione da far venire i brividi.

Gli isernini sono persone perbene, seppur con mille difetti, ma quando vogliono con coraggio e con i fatti dimostrano di avere a cuore le sorti della propria città. Per muoversi, però, hanno bisogno troppo spesso di un motivatore (o più motivatori) che aprano la strade affinché tante belle iniziative arrivino a compimento.

Occorre pungolare le persone per far risvegliare le coscienze sopite sotto il peso dello sconforto e dell’apatia. L’evento in programma venerdì sera, non sarà solo un convivio per riempirsi la pancia ed annebbiarsi la mente con dell’ottimo vino pentro, ma avrà come obiettivo anche quello di richiamare l’attenzione sui tanti (troppi) problemi che affliggono la nostra piccola cittadina.

Si vuole lanciare un messaggio di speranza per il futuro di Isernia. Ben vengano le iniziative di questo genere che, con il supporto di privati o il con patrocino del Comune, posso richiamare gente anche da fuori regione. Una collaborazione più fattiva tra Pro loco, cittadini, commercianti, imprenditori e associazioni sarebbe preziosa per poter mettere in campo progetti utili al fine di toglierci di dosso, quell’etichetta odiosa, di città più noiosa d’Italia.