Il Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Giornalisti, nella seduta monotematica convocata, per il giorno 18 marzo 2019, dal Presidente Giuseppina Petta per discutere della grave crisi del settore dell’editoria molisana, non ha approvato alcuna proposta.

Ritengo doveroso smentire le notizie diffuse da alcuni Consiglieri che, sicuramente, se ne assumeranno la responsabilità nelle sedi opportune anche per aver violato l’art. 8 del Regolamento del Consiglio Direttivo che prevede:” Le riunioni del Consiglio non sono pubbliche. Sono coperti dal segreto d’ufficio le opinioni dei singoli e tutti gli atti istruttori per la determinazione delle delibere. Il Consigliere, anche nella sua veste di pubblico ufficiale, è tenuto al mantenimento del segreto, a pena delle norme di Legge. Sono pubbliche ed immediatamente esecutive le delibere del Consiglio”.

Ribadisco che ieri sera il Consiglio Direttivo non ha deliberato su alcuna proposta. Dunque non corrisponde al vero che il Consiglio Direttivo ha deliberato l’approvazione della proposta dei consiglieri Lupo e Bertoni; non corrisponde al vero che sulla proposta si è astenuto un consigliere; non corrisponde al vero che qualche consigliere ha ipotizzato di rinviare ogni decisione all’esito finale dell’azione di impugnativa, da parte del Governo, dell’interpretazione autentica dell’art. 5 della legge 11/2015.

Corrisponde al vero, invece, che il Presidente dell’Ordine ha proposto, come sintesi della discussione, di chiedere al Presidente della Regione Donato Toma:

-lo sblocco immediato dei finanziamenti

-l’ampliamento della dotazione finanziaria della legge

-l’individuazione di un percorso immediato per l’abrogazione del punto 3 dell’art.5 della Legge a sostegno dell’editoria.

Di fatto è stato impedito al Presidente di mettere ai voti la proposta, perché 4 consiglieri sono usciti dall’aula facendo venir meno il numero legale. Strategie discutibili, soprattutto in presenza di una crisi dilagante che sta mettendo a repentaglio decine e decine di posti di lavoro.

Forse un atteggiamento più responsabile e più democratico, da parte di alcuni consiglieri, avrebbe consentito di raggiungere una intesa a tutela della categoria e del diritto dei cittadini ad essere informati. L’Ordine, intanto, continuerà nella strenua difesa del settore dell’editoria, individuando anche ulteriori percorsi di impegno.