Carmela Concilio, preside dell’Istituto Giordano di Venafro, in post su Facebook commenta con grande rammarico le decisioni prese sulla scuola nel nuovo Dpcm di Conte.

In tre mesi, abbiamo pulito e sanificato edifici, come se fossero ospedali; abbiamo acquistato macchinari per le pulizie e la disinfezione dei quali ignoravamo l’esistenza fino al giorno prima; abbiamo studiato schede tecniche e formule chimiche; abbiamo misurato a 40° all’ombra aule, atri, biblioteche e laboratori al pari di ingegneri e architetti; abbiamo diviso aree per misure che variavano al variare degli umori e previsto segnaletica orizzontale e verticale per distanziare banchi e tracciare percorsi sicuri; abbiamo fatto conferenze di servizio in pieno agosto; abbiamo fatto gare notte e giorno per rifornire la scuola del necessario, dell’occorrente, del prevedibile, dell’immaginabile e dell’inimmaginabile, con i fiumi di soldi arrivati, e continuiamo a farne quasi tutti i giorni.

Abbiamo letto giorni interi e sintetizzato normative su normative, abbiamo prodotto protocolli di sicurezza, Regolamenti, nuovi documenti per la didattica digitale integrata e per la verifica e la valutazione, nuovi Patti di corresponsabilità, atteso chiarimenti dei chiarimenti; abbiamo scritto enciclopedie di disposizioni, riempito siti scolastici e piattaforme con rilevazioni un giorno sì e l’altro pure. Ci siamo attrezzati per ogni evenienza, per la scuola in presenza e in DaD, cambiando orari e organizzazione con un lavoro spesso notturno e festivo.

Parliamo con mascherine, abbiamo consumato le mani e riempito la scuola di gel disinfettante, compilato registri per il contact tracing, trascorso ore al telefono con il dipartimento di prevenzione: dal 9 ottobre temiamo gli squilli del telefono! Dal 5 marzo 2020 che non abbiamo né tregua né disconnessione… Insomma, ragazzi/e, ci abbiamo provato a tenervi tutti a scuola ma non ce l’abbiamo fatta! Il mondo che ruota intorno alla scuola non si è adeguato, non ha ritenuto importante offrirvi la scuola che meritate, quella in presenza. Scusateci!