Alla fine ci ha pensato il Governo a dissipare i dubbi sull’impiego dei vaccini Astrazeneca che anche in Molise aveva provocato più di qualche incertezza e messo in subbuglio quella parte della popolazione a cui era destinato. Il 30% degli aventi diritto vi aveva aveva rinunciato.

Da domani 12 aprile in Molise si riprenderà a vaccinare proprio con il farmaco anglo-svedese la fascia d’età compresa tra i 70 e i 79 anni, le cui prenotazioni sono state aperte alcuni giorni fa. Presumibilmente a breve saranno convocati al palazzetto dello sport dell’Università e alla Cittadella dell’Economia di contrada Selvapiana a Campobasso per l’inoculazione.

E’ la novità delle ultime ore. In Molise chi ha prenotato e ha stampato la relativa richiesta sul foglio ha trovato un’altra indicazione sulla tipologia di vaccino: Pfizer o Moderna. Il cambio è frutto delle recenti valutazioni e dei relativi provvedimenti delle autorità sanitarie nazionali e internazionali sul Vaxzevria (il nuovo nome con cui viene definito Astrazeneca).

L’uso è “preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni”, tenuto conto del “basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte della elevata mortalità da Covid-19”, è scritto nell’ultima circolare che il ministro della Salute Roberto Speranza ha inviato alle Regioni.Nel documento è anche ribadito che l’impiego di AstraZeneca è approvato dai 18 anni d’età. Inoltre, secondo la circolare del ministero, chi ha già ricevuto una prima dose di tale vaccino potrà completare il ciclo assumendo la seconda.

L’ordinanza interpretativa del generale Figliuolo (la numero 6 del 9 aprile) ha esplicitato ancora meglio le priorità delle classi nell’accesso al vaccino e chiarito la metodologia nella somministrazione di AstraZeneca riservato in questa fase alle persone con più di 60 anni.

Il provvedimento del commissario all’emergenza covid “dispone il seguenteordine di priorità ai fini della vaccinazione: persone di età superiore agli 80 anni; persone con elevata fragilità e, ove previsto dalle specifiche indicazioni, dei familiari conviventi, caregiver, genitori/tutori/affidatari; persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni e, a seguire, di quelle di età compresa tra i 60 e i 69 anni, utilizzando prevalentemente vaccini Vaxzevria (precedentemente denominato COVID-19 Vaccine AstraZeneca) come da recente indicazione dell’AIFA”.

Nell’ordinanza Figliuolo ha indicato il completamento dell’immunizzazione per “tutto il personale sanitario e sociosanitario, in prima linea nella diagnosi, nel trattamento e nella cura del Covid-19 e di tutti coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private”.

Altro aspetto puntualizzato nell’ordinanza: “A seguire, sono vaccinate le altre categorie considerate prioritarie dal Piano nazionale, parallelamente alle fasce anagrafiche secondo l’ordine indicato”.

Infine, “le persone che hanno già ricevuto una prima somministrazione potranno completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino”.

Attualmente dunque non si pone il problema sull’impiego del farmaco anglo-svedese per chi ha meno di 60 anni, i quarantenni o i sessantenni. Il Governo, come ha spiegato il premier Draghi nell’ultima conferenza stampa, ha preferito imboccare un’altra strada: vaccinare non per categorie lavorative ma per fasce d’età dando una priorità assoluta agli over 75. (Sp)