di Pietro Tonti

La neve, il gelo, parrebbe che nel Molise “Congo d’Africa”, mai raggiunto da un’ondata di neve e freddo siberiano nel corso dei secoli, si sia trovato così proiettato verso un cambiamento climatico tanto repentino da determinare una situazione apocalittica.

Il Molise sotto lo zero, come tutti sanno, rientra da sempre nella straordinaria normalità, abituati tutti o quasi tutti i molisani a sopportare, soprattutto nell’alto Molise, ma anche in pianura i lunghi inverni sotto neve e gelo. Consapevoli che prima o poi la neve e il freddo arrivava fino a qualche anno fa, vi era una sicurezza sulle strade statali dettata dall’efficienza dell’A.N.A.S., e l’altra di non rimanere mai bloccati e senza mobilità, garantite dalle Ferrovie Statali. Mai nessuna strada restava bloccata, quanto meno le ferrovie. In primis, nonostante tormente e bufere, gli uomini verdi dell’ente strade erano sempre attivi, efficienti ed efficaci.

Nel Molise lo Stato investiva in termini di mezzi e uomini, per garantire il massimo della tranquillità negli spostamenti, per consentire alle popolazioni, agli utenti della strada di affrontare il viaggio anche in condizioni di massime precipitazioni nevose.

Lo spettacolo, definirlo indecoroso per una regione è eufemistico, a cui abbiamo assistito in questi giorni sulle statali molisane, Trignina e Bifernina, non era mai accaduto.

Il blocco per quasi 48 ore del traffico pesante sulla tratta Isernia San Salvo è indiscutibilmente l’ennesimo affronto del Governo e degli enti ad esso collegati, contro una popolazione a bassa reattività sociale.

Tanto nessuno protesta, potete anche sodomizzare questa popolazione, nessuno si ribella realmente, oltre a qualche articolo, ed esternazioni sui social, tutti restano ai loro posti. L’A.N.A.S. per la prevenzione neve e gelo cosa ha prodotto in questi giorni?

Il riscontro di mezzi ( come sembrerebbe) in avaria, senza manutenzione sono solo la cartina tornasole di come l’Ente Nazionale delle Strade, nel Molise non è più quello di una volta, almeno da quando è alle prese con i tagli generalizzati di mezzi e personale, alle mancate assunzioni, (un tempo era normale assumere gli autisti per gli sgombraneve nella stagione invernale). Oggi tanti servizi sono affidati ad aziende private, non gestiti direttamente dall’ente che in questa circostanza normale di un’ondata di freddo e neve ha portato alla luce, in un totale disservizio, tutte le magagne di una governance assente e sempre più lontana dalle nostre esigenze.

Eppure, Il 18 maggio 2015 l’assemblea degli azionisti di Anas ha nominato un nuovo presidente ed un nuovo vertice che ha in pochi mesi rinnovato tutta la prima linea del management aziendale, eliminando le condirezioni generali e lanciando un grande piano pluriennale di investimenti 2015-2019 del valore di 20 miliardi, focalizzato sulla manutenzione della rete stradale e sul recupero del gap infrastrutturale del Mezzogiorno.

Di questo denaro cosa giunge nel Molise per far fronte alle emergenze?

Dalla risultanza di questa emergenza neve, quasi nulla. Due sono le ipotesi: o non siamo più nel mezzogiorno, oppure la più probabile, siamo stati proprio dimenticati come regione.

Così, si è assistito nei giorni scorsi ad un paradosso, mentre le province molisane con piani neve risicati all’osso, hanno cercato con un impegno indefesso di collegare le strade alle statali permettendo la circolazione con sforzi inenarrabili, gli automobilisti giunti sulle principali arterie gestite dall’A.N.A.S. hanno rischiato di rimanere sommersi dalla neve e bloccati dal ghiaccio. Le numerosissime segnalazioni giunte in redazione di gente arrabbiatissima e bloccata per strada sono solo la punta dell’iceberg di un Molise in avaria per volere dello Stato o negligenza gestionale di chi dovrebbe garantire la normalità.

Altro nervo scoperto, altro bubbone incancrenito il trasporto ferroviario, totalmente bloccato nei giorni della tormenta fino ad oggi.

Disservizi, poche parole giunte dall’assessore regionale ai trasporti Pierpaolo Nagni, finito nel mirino a giusta causa per le responsabilità intrinseche sulla viabilità ferroviaria, il quale ha tentato di giustificare Trenitalia, nonostante l’assenza totale di un piano neve, nonostante F.I. abbia completamente bloccato la tratta Campobasso/Roma.  Ma è difficile assumere posizioni, affrontare un argomento così palesemente  insostenibile, soprattutto per l’Assessore delegato ai Trasporti della regione Molise, tante volte il silenzio stampa farebbe meno danni comunicativi e scalderebbe meno gli animi di chi è stato costretto per ore ed ore ad attendere pullman sostitutivi con temperature polari.

Quei Bus attesi per i viaggiatori della tratta Campobasso/Roma, gestiti in maniera bislacca, quando bastava una semplice addizione per evitare ulteriori disservizi. Mentre 150 persone con il biglietto pagato dovevano raggiungere la capitale, si è presentato solo un pullman, lasciando all’addiaccio ad Isernia tutti i passeggeri che non sono stati lesti a salire a bordo, con polemiche giuste e comprensibili al limite della rissa.

Spesso, come in questo caso si ha la sensazione che il Molise non conti assolutamente nulla, nei dialoghi con Trenitalia, il governo regionale appare come una mosca che intima ad un elefante (Trenitalia) di scansarsi per farla passare.

Ogni vagito di protesta o di posizione assunta dai rappresentanti di questa piccola insignificante regione è trattata presumibilmente con un ghigno di superiorità da Trenitalia, così dai vertici nazionali dell’A.N.A.S e dallo stesso Governo.

Immaginiamo nelle alte sfere decisionali, quando si parla di Molise, possa venir fuori una considerazione, affinchè tutto resti come è sotto i nostri occhi: “Tanto sono molisani, poca gente, pochi voti, chi se ne frega delle loro esigenze, non perdiamo tempo!”

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