“La partita inizia adesso” è il commento a caldo di Massimiliano Scarabeo dopo l’udienza al Consiglio di Stato per la storia dell’eliminazione dei consiglieri surroga dal Consiglio regionale.

L’esponente del partito di Giorgia Meloni è stato estromesso ad aprile 2020 dal Consiglio regionale insieme ai colleghi Paola Matteo, Antonio Tedeschi e Nico Romagnuolo per via della modifica alla legge elettorale voluta dal presidente della regione Donato Toma (FI) e dal suo suggeritore Quintino Pallante (FDI).

La partita si è spostata così dalla sede politica, il Consiglio regionale, a quella giudiziaria. Una partita che però ha strategie diverse a seconda degli interessati. Mentre il tribunale di Campobasso con un provvedimento a firma del collegio presieduto dal giudice Enrico Di Dedda e composto dai giudici Scarlato e Di Rauso ha rigettato la richiesta di sospensiva formulata dai legali di Antonio Tedeschi “ritenendo più utile entrare nel merito della questione.

L’udienza di merito si terrà il prossimo 22 ottobre ”precisa su Facebook l’ex consigliere regionale, nella giornata di oggi, invece, ad essere protagonista è stato il Consiglio di stato a cui si è appellato Massimiliano Scarabeo impugnando il giudizio di incompetenza della giustizia amministrativa espresso dal Tar Molise. I giudici di Palazzo Spada hanno deciso di riunire i due ricorsi, quello di Scarabeo e Tedeschi. A breve, presumibilmente nell’arco dei trenta giorni, sarà emessa la sentenza che stabilirà definitivamente se il ricorso può essere accolto o meno.

“Ritengo necessario che sia garantito il rispetto del legittimo affidamento che i cittadini ripongono nelle norme, nelle istituzioni e nella giustizia” – ha detto Scarabeo – che intanto è in attesa di vedere anche cosa dirà il tribunale di Campobasso dove ha chiesto un giudizio di merito.

“Non sono mai stato così convinto delle mie ragioni come stavolta – ha precisato Scarabeo –  perché non c’è in gioco solo il mio interesse politico a rappresentare i miei elettori in Consiglio Regionale, bensì anche un tema fondamentale che coinvolge tutti e riguarda la democrazia rappresentativa: se passa il principio che si possano cambiare le regole del gioco durante la partita, salta la sovranità del voto popolare”.