di Redazione politica

Intervista all’avv. Vincenzo Iacovino

Mi sono deciso a presentare l’esposto anche dopo aver ascoltato le parole del Procuratore capo di Campobasso Nicola D’Angelo che ha invitato pubblicamente i cittadini a denunciare – ed ancora- . Mi pento di non aver adempiuto prima a tale dovere civico anche se non è usuale che a denunciare sia un avvocato. Lo faccio volentieri perché figlio di questa terra e non posso più sentirmi complice di un silenzio omertoso e mafioso che mi circonda da troppo tempo.

Condivido quanto affermato dal Procuratore sottolineando che la rassegnazione rafforza le condotte illecite. Non può passare per normale ciò che non lo è e da professionista ho deciso di dare il mio contributo nella speranza di rompere questo muro di omertà per dimostrare che non abbiamo padroni e padrini e che se vogliamo possiamo chiedere che vengano rispettate le regole per una sana convivenza democratica”.

E’ questa la prima reazione dell’avvocato Iacovino alla domanda se fosse vera la notizia, circolata di buon mattino sul web, relativa ad un suo esposto volto a valutare l’illegittimità della nomina dell’ingegnere Mariolga Mogavero a dirigente della Regione Molise.

Un atto, quello della denuncia, in cui si chiede alla Procura della Corte dei Conti di valutare il possibile danno erariale e le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti nell’atto di nomina dirigenziale e dei rinnovi. Si chiede inoltre la rimozione con immediatezza ogni situazione ritenuta illegittima.

Il fatto notorio sarebbe la presenza alla Regione Molise dell’ingegnere Mogavero, nominata da Frattura e confermata da Toma, a dirigente esterno dell’ente. Sembrerebbe che tale nomina sia illegittima in quanto che la Mogavero non avesse i requisiti previsti dalla legge per ricoprire ruoli dirigenziali all’interno della Pubblica Amministrazione.

L’illegittimità risulterebbe dalla delibera di nomina, la delibera di Giunta regionale 152 del 2013. Sembrerebbe che, nell’occasione, chi ha istruito la delibera, ossia il direttore al personale dell’ente stesso, non avrebbe valutato secondo legge l’esperienza pregressa e i titoli dell’ingegnere Mogavero.

In altre parole, l’atto di nomina della professionista in questione, come dirigente esterno della Regione Molise, si baserebbe sul curriculum dell’interessata che evidenzia espressamente mansioni ed esperienze professionali pregresse non riconducibili a quelle dirigenziali.

Nel mirino delle responsabilità, oltre al governo Frattura, al dirigente istruttore dell’atto di nomina e all’interessata, ci sarebbe anche una responsabilità diretta dell’attuale presidente della giunta Regione, dei compenti della stessa giunta, del dirigente istruttore dell’atto di nomina, che da luglio 2018 hanno riconfermato l’ingegnere scelta da Frattura prorogando, da gennaio 2020, l’incarico per altri 3 anni.

L’avvocato Iacovino, nella sua denuncia, elenca e spiega ogni atto della Regione Molise e fornisce, ai procuratori della Corte dei Conti, ogni riferimento giurisprudenziale in materia al fine di dimostrare la fondatezza di quanto asserito.

Lo stesso Iacovino, che è già passato agli onori della cronaca per aver richiesto l’ accesso agli atti onde verificare la legittimità dei titoli relativi alla nomina del direttore sanitario Maria Virginia Scafarto, non esclude anche un suo intervento alla Procura del Repubblica di Campobasso.

“Ho accolto l’invito del procuratore capo Nicola D’Angelo e depositerò, in settimana, anche un esposto alla Procura della Repubblica di Campobasso invitando gli organi inquirenti a prestare maggiore attenzione ai colletti bianchi, a come si spendono i soldi pubblici, a come si fanno le gare d’appalto, a come di assume, a come si fa carriera e a come si attribuiscono incarichi pubblici”.