Per mesi ci hanno propinato che loro non avrebbero più firmato la mozione di sfiducia a Toma insieme ai dissidenti di centrodestra perché l’ultima volta la Calenda ritirò la firma per andare a fare l’assessore. Hanno però firmato insieme a sei consiglieri regionali di centrodestra (governatore compreso) la mozione sulla sanità perché gli era stato garantito che sarebbero passati tutti i loro punti. Avevano già reso dichiarazioni di quelle vincenti, da forza di governo. Le urla e i fogli volanti a cui i grillini ci hanno abituato si erano trasformate in parole dosate, di ringraziamento a Toma a cui avevano dato una lezione che lui aveva imparato.
Ma in tarda serata l’amara scoperta. Con l’assenza del PD dal consiglio, Facciolla andando via aveva dichiarato che lasciava la soluzione sul monotematico della sanità in buone mani, gli unici a restare fermi sulle loro posizioni sono stati Iorio, Cefaratti, Micone e Romagnuolo.
I poveri grillini si sono visti sfumare le sei firme del resto della maggioranza. Eh sì, perché dopo aver raggiunto l’accordo con Toma, Pallante, Cavaliere, Di Lucente, Calenda, ecc… I sei della maggioranza hanno deciso di cambiare idea e sottoscrivere e votare la mozione di Iorio Cefaratti Micone e Romagnuolo. Lasciando i grillini con un amaro in bocca visibile e palpabile anche dallo schermo televisivo.
Tornati in aula dopo l’ennesima sospensione, i sei del movimento 5stelle erano increduli. Urla e sbraiti, minacce di impugnazione dell’atto consiliare al Tar, maledizioni politiche di scomparsa dalla scena politica sono state le ultime scene di 12 ore di consiglio regionale in cui i grillini si sono fidati della parola di Toma e i suoi. Hanno disprezzato l’iniziativa politica della loro collega di opposizione Micaela Fanelli con la legge sulla incompatibilità tra il ruolo di presidente e commissario negli ultimi sei mesi di mandato. Hanno disprezzato tutti coloro che hanno tentato di fermare Toma. E alla fine a ritirare le firme sono state le stesse persone che loro, i grillini, hanno protetto. Non c’è niente da fare: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.

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