L’avviso diffuso dal Comune di Isernia con cui si onera l’utenza a rifare i modelli di pagamento delle bollette del servizio idrico 2016/2017 o a perdere per la stessa ragione una mattinata di fila per recarsi presso la società privata affidataria, a seguito dell’attribuzione indebita delle spese postali (circa 6 euro), è soltanto uno dei tanti disagi che stanno derivando dalla antisociale e disastrosa privatizzazione del servizio tributario, soprattutto per le fasce popolari.

Osserviamo che la procedura è del tutto vessatoria ed errata (la impugneremo anche per illegittimità): quando la bolletta del servizio idrico inviata all’utente è errata essa va solo annullata ed emessa nuovamente; i costi di tale operazione vanno a carico di chi ha sbagliato.

Né l’utente è tenuto ad accorgersi in tali casi di avvisi personali rettificati sul sito comunale o in spazi di pubblicità. In realtà le angherie sociali che abbiamo scoperto sono ancora altre e più gravi: si tratta della violazione della carta del servizio idrico deliberata dallo stesso Comune di Isernia nel marzo del 2018. Ed infatti le bollette sono emesse in violazione dell’art.36 della Carta dei servizi cumulando l’intero consumo annuo in unica soluzione, invece che osservare il seguente frazionamento: due bollette all’anno, con cadenza semestrale, per consumi medi annui fino a 100 mc; tre bollette all’anno, con cadenza quadrimestrale, per consumi medi annui da 101 fino a 1000 mc; quattro bollette all’anno, con cadenza trimestrale, per consumi medi superiori a 1000 mc. Tale mancato rispetto non è innocuo !

Col rispetto di tali frazionamenti del consumo annuo, l’importo da pagare viene di gran lunga inferiore poiché scattano fasce inferiori; cumulando l’intero consumo nell’anno in violazione vengono importi di gran lunga superiore poiché scattano fasce superiori! Non solo: viene elusa anche la prescrizione quinquennale, poiché se si applicasse la carta dei servizi essa non decorrerebbe più tutta dal 31 dicembre, bensì una buona parte da data anteriore a seconda del frazionamento, cioè dalla fine del bimestre, del quadrimestre o del semestre.

Tanto per dare una dimostrazione: ad un utente di Isernia con meno di 100 mc di consumo annuo, è arrivata una bolletta di € 212,17 (già molto più elevata del passato) per gli anni 2014-2015; ricalcolata secondo le norme della carta dei servizi violate dalla giunta di destra- ICA Creset, è risultato un dovuto di soli 24 euro ! Infatti tra la prescrizione scattata nel primo semestre 2014, e il frazionamento semestrale corretto del consumo tra le fasce, risultano addebitate ben 188,17 euro in più del dovuto !

Insomma, applicando la carta dei servizi si pagherebbe molto di meno con vantaggio soprattutto per le fasce sociali più deboli. Ovviamente la fondatezza delle eccezioni di abuso di potere da noi sostenute sarà vagliata dal Giudice, e prossimamente, per soddisfare i tanti che ce lo chiedono, diffonderemo anche gli schemi per ricorrere contro tali vessazioni al Giudice di pace, in aggiunta a quelli già diffusi sugli avvisi sanzionatori TARI, dell’IMU e della TASI ove si è eccepita la decadenza e anche l’assenza di titolo della società privata nel sostituirsi al Comune. Diffidiamo però il Comune di Isernia ad annullare tali atti in autotutela per evitare il ricorso alla giustizia, una macchina onerosa per soli agiati.

Nondimeno il Partito Comunista dei Lavoratori di Isernia, insieme all’Associazione antimafia A. Caponnetto e al sindacalista Di Schiavi continueranno la loro azione sul piano sociale che è quella prioritaria, per ribaltare la nefasta privatizzazione dell’ufficio tributi operata della giunta di destra e sovranista-leghista del Comune di Isernia. La destra sovranista leghista è contro le tasse solo quando riguardano i ricchi, i capitalisti e i mafiosi, mentre è sempre pronta a tartassare le classi popolari.
Giunta di Isernia docet !