Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 giugno 2019, n° 76, apparso sulla G.U. del 7 agosto 2019, relativo al regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali e con il relativo decreto attuativo dell’Ufficio di Gabinetto dello stesso Ministero del 14 agosto 2019, a partire dal 22 agosto del corrente anno è diventata operativa la nuova articolazione degli uffici ministeriali operanti sul territorio italiano.

Tra le regioni più penalizzate, afferma il sindaco di Roccamandolfi Giacomo Lombardi, come sempre c’è il Molise, che vede scomparire presidi territoriali e istituzionali importantissimi quali: il Segretario distrettuale, la Soprintendenza archivistica e bibliografica e il Polo museale, che vengono accorpati agli uffici dell’Abruzzo, trasferendo le sedi operative all’Aquila e a Pescara e lasciando in Molise solo succursali con limitato potere decisionale.

Per il Molise, così, scompare la possibilità di gestire direttamente tutti i propri beni culturali e di garantire la gestione, la valorizzazione e anche la fruizione degli stessi. Tutte funzioni, che, con una strutturazione amministrativa e contabile così dispersiva, ovviamente, rischiano il degrado ed in prospettiva la scarsa efficienza operativa. Mai come questa volta, conclude Giacomo Lombardi, visto l’enorme patrimonio culturale della Regione Molise, poteva essere effettuato per così dire un’accorpamento pro Molise.