di T.A.

I VENAFRANI “NON DIGERISCONO” IL VERSAMENTO INDISCRIMINATO DEI TRIBUTI CONSORTILI RITENUTI NON DOVUTI, TALUNI PREANNUNCIANO UNA CLASS ACTION, UN’AZIONE COLLETTIVA IN DIFESA.

Il Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro, a suo dire in punto di legge, puntualmente ed annualmente avanza richiesta ai consorziati -ossia agli iscritti negli elenchi dell’ente- dei tributi consortili in ragione dei servizi offerti ai consorziati sotto forma di irrigazione dei campi, utilizzo delle strade consortili, dei ponti e  di altre opere dell’ente. “Ed è richiesta plausibile -afferma un consorziato che per privacy  chiameremo Nicola, nome di fantasia- in quanto ricevendo prestazioni, servizi ect. è giusto che si paghi. Se però non si riceve alcunché dal Consorzio, perché la richiesta indiscriminata e generale, e soprattutto perché pagare? In effetti è quanto accade a quei consorziati che non ricevono servizi di sorta dall’ente di Via Colonia Giulia, ma ciononostante ogni anno e puntuali gli vengono recapitati i bollettini di pagamento perché versino denaro all’ente di bonifica ! Ritengono la cosa assolutamente ingiusta e fuori luogo ! Hanno provato a manifestare il personale dissenso ai dirigenti ed agli uffici consortili preposti, motivando le ragioni, ma di risultati concreti nemmeno a parlare ! Bisogna pagare e basta, date le norme vigenti che pare risalgano addirittura al periodo regio ! Una cosa incredibile !”. “Continueranno a pagare “ob torto collo”, cioè malvolentieri, contro voglia e in quanto costretto, oppure pensano di attivarsi diversamente a tutela dei propri diritti ritenendoli non rispettati?” Sono stanchi di pagare senza motivo -aggiungono, e si attiveranno per mettere in atto una “class action”, ossia un’azione collettiva in difesa dei diritti di tanti. Sono in molti a ritrovarsi nella stessa condizione e ognuno si augura che tutti assieme ci si attivi finalmente al riguardo. E’ necessario però che la “class action” venga sostenuta dalla massa dei consorziati, perciò l’invito a tutti ad attivarsi nel merito”. Problema datato, questo, che va risolto una volta per tutte, risparmiando a quanti non è dovuto, l’inutile applicazione del nient’affatto gradito tributo.

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