di Giovanni Minicozzi

Nel corso della riunione del consiglio regionale di ieri, martedì 6 aprile, il presidente della Regione Donato Toma ha annunciato, tra l’altro, l’imminente avvio del cantiere per realizzare la cosiddetta Torre Covid al Cardarelli, torre destinata nelle intenzioni al potenziamento della rete ospedaliera anti virus.
In realtà la notizia diffusa in aula da Toma risulta non vera e a smentirla è stato l’amministratore del consorzio di imprese aggiudicatarie dei lavori Angelo Contessa.
Interpellato da Futuro Molise lo stesso Contessa ha dichiarato:
“Non risulta che l’inizio dei lavori sia imminente poiché dopo il tavolo tecnico riunito presso l’Asrem lo scorso 10 marzo non ci sono state novità sostanziali se non una nota del direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano del 27 marzo 2021”.

La menzionata nota, che potete leggere in allegato all’articolo, chiarisce solo che l’Asrem è in attesa del nuovo progetto esecutivo e della validazione definitiva da parte della società verificatrice progetti, la En3 con sede a Milano. La nota chiarisce che solo al termine dell’iter si potrà procedere alla stipula del contratto e dare inizio ai lavori.
In sostanza è trascorso un mese dalla data del tavolo tecnico – con il conseguente annuncio diffuso da Oreste Florenzano circa la soluzione dell’intoppo in 24/48 ore per eliminare le criticità del progetto evidenziate dall’impresa – ma nulla è successo.
È opportuno ricordare che il progetto iniziale era stato elaborato dalla società Mastellone di Castelvetere per un costo di 540 mila euro, firmato dal direttore generale dell’Asrem e validato dalla società En3. Da parte sua Angelo Contessa ha confermato le infinite criticità riscontrate nel progetto iniziale, ha sottolineato che l’impresa declina qualsiasi responsabilità giuridica ma ha anche aggiunto:

“siamo pronti ad iniziare i lavori quando l’Asrem si deciderà a consegnarci il cantiere”.

Per altro fonti interne al Cardarelli fanno sapere che l’ex Ospice è ancora occupato dal 118 e da alcuni laboratori preesistenti che non consentono l’avvio della ristrutturazione ammesso che il braccio di ferro sul progetto termini prima possibile.

Dunque i tempi si allungano e, al momento, appare impossibile prevedere l’inizio e la fine di una tormentata vicenda che ha inciso e incide drammaticamente sul diritto alla salute dei molisani. È vergognoso constatare che dopo un anno dall’inizio della pandemia il Molise resta l’unica Regione d’Italia a non poter disporre di un centro Covid idoneo a fronteggiare la devastante situazione sanitaria. Non è questo il tempo per ricercare colpe e responsabilità, per altro evidenti, ma non si può sottacere la circostanza relativa alla gravissima indifferenza o complicità del ministero della salute rispetto alla paradossale situazione nella quale è precipitato il Molise.