di Giovanni Minicozzi

Secondo le ottimistiche dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione Donato Toma e dal direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano l’emergenza pandemia e la relativa pressione sugli ospedali si sarebbe attenuata.

Per fortuna è vero che i contagi stanno diminuendo ma gli ospedali restano in forte affanno.
Le scelte sbagliate della Regione e dell’Asrem hanno prodotto un vero e proprio disastro sanitario sia perché le cure ospedaliere per i pazienti no Covid sono state, di fatto, sospese sia per lo spropositato numero di morti per Covid che, forse, poteva essere evitato attraverso una organizzazione più rispondente ai bisogni dei cittadini.

I tromboni raccontano che i 10 posti letto per terapia intensiva, al momento, non vengono utilizzati perché non servono ma, guarda caso, Neuromed con nota del primo aprile scorso (che allego) ha comunicato all’Asrem il blocco dei ricoveri in regime di urgenza per operazioni neurochirurgiche a causa dei tanti pazienti Covid ricoverati nella terapia intensiva e semintesiva della struttura

Ovviamente si è trattato di una scelta obbligata che, però, mette a rischio la vita di chi ha bisogno di un intervento neurochirurgico tempo-dipendente.

Sarebbe stato logico utilizzare i dieci posti aggiuntivi realizzati nella tendopoli del Cardarelli o per alleggerire le strutture private accreditate evitando il blocco degli interventi neurochirurgici urgenti oppure destinandoli alla rianimazione dei pazienti no Covid del Cardarelli che da un anno non possono utilizzare la terapia intensiva.

La verità è che manca il personale e dei dieci posti aggiuntivi della tendopoli resta solo la sceneggiata mediatica diffusa con una buona dose di spudoratezza dal presidente della Regione e dal Direttore Generale dell’Asrem.