di Christian Ciarlante

Il Covid ha messo a nudo, ancora una volta, tutta la debolezza del sistema economico-sanitario molisano affetto da evidenti patologie pregresse. Un paziente moribondo al quale va somministrata una cura da cavallo per permettergli, quanto meno, di iniziare a trottare. Per farlo correre non basterebbe un miracolo.

Il governatore, in una recente intervista, si è lanciato in un discorso ippico, adducendo la tesi di aver puntato sui cavalli buoni per vincere la sfida. Il mondo produttivo è ancora in attesa di risposte, ma non se ne vedono nell’immediato. Evidentemente, la potenza di fuoco per affrontare l’emergenza, si è rivelata una “mandrakata”.

Per ridurre i danni causati dal Coronavirus a imprese e cittadini non ci sono solo le misure del Governo centrale. In questi mesi, infatti, anche le Regioni stanno mettendo in campo una serie di misure per sostenere imprese e famiglie. Ogni Regione cerca di accelerare i tempi per dare ristoro a chi è allo stremo. Le difficoltà non mancano, la burocrazia è un incubo per tutti, ma comunque ogni esecutivo regionale si sta muovendo per limitare i danni.

Il Molise come sempre, fa storia a se: la politica non riesce mai a dare risposte celeri e concrete, a causa di una inspiegabile malattia cornica che ci affligge, chiamata “pressappochismo”. Oltre alla notaria incapacità della classe dirigente politica degli ultimi 30 anni che ha prodotto ben pochi risultati.

Era il 16 aprile 2020 quando, la Regione Molise, rese noto il Piano di interventi da 57,7 milioni di euro con cui promuovere misure per sostenere il tessuto produttivo, il mondo del lavoro e le famiglie molisane.

Inoltre, dove sono finiti i 138 milioni di euro per l’emergenza Covid? Parliamo del Fondo Sviluppo e Coesione: l’intesa con il governo arrivò a fine luglio 2020. Con riferimento al tessuto economico: 25 milioni destinati alla ripresa delle Pmi (da aggiungere ai 30 già inseriti nel piano da 57,8 milioni), 10 milioni per il sostegno all’occupazione e alle fasce più deboli. Altri 20 milioni a favorire la ripresa delle filiere produttive regionali.

Toma disse: “la priorità mia e del governo regionale è agire in fretta”. Bene, stanno agendo così rapidamente che non riusciamo neanche a vedere i risultati sul campo. Le azienda molisane sono in grande sofferenza, chiedono aiuti concreti subito per non finire nel baratro. Senza un piano efficace e rapido per Molise, il dopo pandemia, rischia di essere un ulteriore incubo. Quando non ci sarà più il blocco dei licenziamenti la bomba sociale ci esploderà tra le mani.

Nell’emergenza in corso, maggioranza e opposizione devono, necessariamente, fare fronte comune e mettere in campo tutte le forze utili per farci uscire dal guado. Con l’uomo solo al comando abbiamo poche possibilità si superare questa fase emergenziale nel migliore dei modi.