di Giovanni Minicozzi

Nelle intenzioni le tendopoli allocate in prossimità dei pronto soccorso di Campobasso, Isernia e Termoli dovevano servire per sopperire alla drammatica carenza di posti letto dei reparti di terapie intensive per poter fronteggiare al meglio la pandemia.
Dopo poche settimane anche questa promessa è svanita nel nulla e si è trasformata magicamente in una beffarda bufala .

Ecco la storia:
Ufficialmente la richiesta dei container era stata avanzata dal presidente della Regione Donato Toma all’ex commissario Domenico Arcuri nel mese di novembre dello scorso anno.
In realtà, da quanto è emerso in queste settimane, Domenico Arcuri tentò
dii collocare le tendopoli in quasi tutte le regioni ma, guarda caso, ci riusci solo con il Molise grazie alla richiesta di Toma verosimilmente sollecitata da Arcuri.
Bisogna anche sottolineare che lo stesso ex commissario era stato il promotore delle famose Primule Rosse da destinare a centri vaccinali, per un costo di 400 mila euro cadauna, Primule poi opportunamente cancellate dall’attuale presidente del consiglio Mario Draghi.
Oscura anche la storia relativa all’acquisto di milioni di mascherine cinesi per la quale lo stesso Arcuri risulta essere indagato.

Ma torniamo alla vicenda dei container.
Lo scorso mese di dicembre, in piena pandemia , l’allora commissario ad acta Angelo Giustini inviò una nota all’Asrem, alla Regione e al fu Arcuri con la quale chiedeva di riaprire il Vietri di Larino o, in alternativa, di concentrare i pazienti Covid in uno solo ospedale per poter garantire l’assistenza ai malati cronici ordinari o con patologie tempo-dipendenti.
La risposta di Arcuri arrivò a stretto giro e bloccò ogni iniziativa ulteriore poiché “entro fine gennaio – tempo permettendo – saranno attivati ulteriori 26 posti letto di terapia intensiva per fronteggiare l’emergenza”.

Nei giorni scorsi, seppur con notevole ritardo, le tre tendopoli sono state inaugurate però manca il personale per poterle utilizzare.
Infatti le strutture mobili di Isernia e Termoli al momento sono ancora vuote mentre quella del Cardarelli è stata destinata al ricovero dei pazienti fragili, sopperisce cioè alla chiusura del reparto di geriatria.
Dunque il numero dei posti letto di terapia intensiva resta sempre lo stesso e la torre Covid del Cardarelli resta sempre in attesa di un progetto esecutivo “regolare” con i lavori mai iniziati.
Insomma dopo 14 mesi dall’inizio della pandemia siamo fermi al punto di partenza e noi molisani dobbiamo solo sperare che il virus attenui la sua violenza.
Sullo sfondo permane il giallo sul numero dei posti letto di terapia intensiva comunicati al ministero della salute poiché i conti non tornano.

Articolo precedenteDati e contagi in Molise: 29 positivi, 2 ricoveri, ma zero decessi. Il bollettino ufficiale del 24 aprile 2021 delle ore 18,00
Articolo successivoFesta della Liberazione: storia e significato del 25 aprile