di Redazione politica

Il leader dei Popolari per l’Italia Vincenzo Niro lo dice con veemenza nell’aula del consiglio regionale in corso a Palazzo D’Aimmo: il presidente di Regione, nominato anche commissario straordinario per la pandemia, dovrebbe avere diritto di vaccinarsi come i medici.

La dichiarazione si inserisce all’interno della problematica sollevata dal consigliere regionale Aida Romagnuolo relativa ai “furbetti dei vaccini” tra cui, ha dichiarato l’esponente di Fratelli d’Italia, ci sarebbero anche amministratori locali e consigliere regionali.

Il tutto, secondo le dichiarazioni ufficiali rilasciate in aula, sarebbe avvenuto al San Timoteo di Termoli. Donato Toma giura sul suo onore che lui non si è sottoposto a vaccino.

Stesso giuramento è fatto in aula da Vincenzo Niro che, con accorato intervento, dichiara che non si capisce come mai il presidente della Giunta – alla pari degli altri presidenti di Regione – non sia stato inserito tra gli aventi diritto in questa prima fase alla somministrazione del vaccino.

Intanto la situazione Covid in Molise non lascia sperare in una condizione migliore nel prossimo futuro: il cluster di Campomarino pare sia giunto a 400 positivi. A Campitello Matese risultano 7 positivi in una struttura alberghiera.

L’ospedale Cardarelli di Campobasso ha la più alta percentuale di decessi per Covid: il 54%.
“In Molise non ci sono 36 posti letto di terapia intensiva perché non sono state attivate le convenzioni con i privati” afferma Micaela Fanelli che sostiene che i numeri dei posti letto comunicati a Roma “sono un falso”.

Lo scorso 25 gennaio 2021 l’agenzia di stampa Ansa riportava: “Analizzando i dati diffusi dall’Azienda sanitaria regionale (Asrem) emerge infatti che al primo gennaio il totale delle vittime per cause riconducibili al Covid-19, da inizio dell’emergenza, era 194. Dall’ultimo bollettino trasmesso ieri si è appreso che i decessi sono saliti a 254, 60 in 24 giorni”.